Salve a tutti.
Scusate la lunghezza del post ma senza la premessa non riesco a chiarire
il concetto.
Vorrei infatti chiarirmi un pò le idee sulla sensibilità a questo tema
degli attori che operano sul mercato: aziende committenti,fornitori di
servizi,utente finale.
L'utente richiede il massimo dell'usabilità per essere facilitato nella
navigazione e quindi usufruire in modo ottimale dei servizi che il sito
gli propone. Intendo non sciatteria e semplicità ma organizzazione
ottimale dei contenuti secondo criteri il più possibile oggettivi e
testati scientificamente.
L'azienda committente dovrebbe volere la piena soddisfazione dei suoi
utenti.
Il fornitore di servizi dovrebbe volere la piena soddisfazione del suo
cliente.
Quindi il problema non si dovrebbe porre, invece esiste perchè:
per scarsa sensibilità del committente?
per scarsa sensibilità/professionalità del fornitore?
per entrambe le ragioni?
Come intervenire?
Penso che il modo migliore sia agire sul fornitore di servizi, l'unico in
grado di indirizzare le scelte del cliente.
Quindi i professionisti del settore dovrebbero essere quelli più sensibili
al tema e cercare di conoscere sempre meglio le dinamiche che concorrono a
fare di un bel sito un sito anche usabile.
Non sembra sia così.
Il 5/6/2002 a SMAU ROMA 2002 al convegno marketing e usabilità ho
contato meno di 30 persone compresi i relatori, peraltro molto bravi e
professionalmente preparati e qualificati , su una piazza dove ci sono
quasi più web agency che clienti.
Maurizio Boscarol di usabile.it era uno dei relatori e potrà confermare.
Qualcuno di voi sa darmi una spiegazione diversa dalla scarsa maturità dei
fornitori di servizi?
Io stessa c'ero a titolo puramente personale e a mie spese e sono il
commerciale dell'azienda, non il web designer o il progettista.
Oppure la spiegazione è nella scarsa diffusione e conoscenza proprio
dell'esistenza di certi studi come quelli presentati da "La Sapienza" di
Roma? Attendo fiduciosa molti commenti.
Ciao a tutti
Marcella
Professional Consulting Group
V. Nettunense Km 6,500
00040 Ariccia (RM)
Tel. 069343677 fax 069344427
http://www.pcg.it
luzzi [at] pcg [dot] it
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Francesco de Francesco il 7 Giugno 2002 - 19:29Io credo che sia un mix di motivi non uno solo.
Però posso teorizzare in base alle mie esperienze personali ed aziendali.
Ho fatto parte di un gruppo di valutazione dell'usabilità di un sito in
costruzione. Eravamo un nutrito gruppo di persone, tutte pagate, nessuno
conosceva l'altro. Ognuno di noi ha dato indicazioni per un ora a quattro
persone. Ovviamente suppongo che questo incontro si sia tenuto almeno due
o tre volte durante lo sviluppo.
Quanto è costato ciò? Facendo quattro conti e considerando anche i costi
dei quattro responsabili interni dell'azienda...direi che parliamo di
migliaia di euri.
Chi paga?
Io credo che da una parte vi siano mancanze da parte di chi non dice al
cliente quale sarebbe il reale costo di un sito se si considerassero anche
questi aspetti ma dall'altra parte vi sono i clienti che mai spenderebbero
questi soldi e semplicemente pretenderebbero che i siti nascessero già
"collaudati".
Infatti, secondo me, la "usabilità" si può imparare teoricamente ma poi
deve diventare un continuo esercizio, sito per sito, visitatore per
visitatore.
Deve inoltre continuare nel ciclo di vita del sito con un customer care
discreto.
Ritorniamo al solito punto. Quanto costa? Chi lo dice al cliente? Lui poi
accetta?
Alla fine diventa più facile non dir nulla, fare il sito e via.
Con ciò, credo si sia capito, non intendo dire che ciò sia giusto, anzi....
Francesco de Francesco
Sys&org - Crm, Erp e Project Management
http://www.sysandorg.it e http://crm.sysandorg.it
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da promos.biz@mi.camcom.it il 10 Giugno 2002 - 21:49Ecco il primo errore...! un sito usabile ed accessibile non lo diventa in
fieri, ma lo diventa all'atto stesso della progettazione.
é compito del progettista (content designer, content manager, content
lui...!) definire non solo il flow chart dei contenuti, la struttura e
l'organizzazione dei contenuti, ma anche definire gli accorgimenti tecnici
e tecnologici da adottare.
mi spiego meglio con un esempio: se il progettista fa solo una bozza dei
contenuti di massima, a chi spetta la definizione del livello di
accessibilità da adottare? quali accorgimenti dovranno essere tenuti?
é ruolo del tecnico html-ista / programmatore? noooo... é compito del
grafico? figurarsi... e allora di chi?
del progettista, che dovrà lentamente assumere un ruolo simile a quello
dell'architetto edile.
il progetto dell'architetto non comprende solo i muri e le pareti della
casa (nel nostro caso: il flow chart dei contenuti e la loro
organizzazione) ma anche i materiali, i dettagli tecnlogici etc...
(appunto: dettagli tecnologici, accorgimenti tecnici per rendere usabile
ed accessibile un sito).
Lo stato attuale é quello di un architetto che disegna i muri della casa e
demanda la scelta dei materiali ai muratori (designer, rogrmammatori
etc...).
lentamente si dovrà definire la figura del progettista tout court con le
giuste competenze trasversali di tecnologie, marketing, design, linee
guida etc.
al momento c'é purtroppo troppa confusone e si crede che fare un sito
accessibile costi. non é vero. costa solo se l'accessibilità viene
considerata un accessorio del sito. mentre dovrebbe diventare un requisito
dello stesso. in questo mod cambierebbe il modo di progettare e realizzare
siti internet e si instaurerebbe finalmente anche nel web una mentalità
progettuale seria e professionale.
attenzione però alle direttive del progetto eEurope, secondo cui nel 2004
tutti i siti delle PA dell'UE dovranno rispettare le norme
dell'accessibilità del WAI (Web Accessibile Iniriative) e a cui lentamente
tutti i siti dovranno iniziare ad uniformarsi.
si parla di marketing? si. marketing delle nuove tecnologie di
navigazione: pda, palmare, wap, utms... se un sito é usabile ed
accessibile con tecnologie e strumenti standard, lo sarà anche su
dispositivi alternativi.
questo é il marketing a cui le agenzie dovrebbero guardare. e non al sito
fatto pe essere fatto e per esserci.
internet é comunicazione. comunichiamo.
Patrizia Bertini
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Roberto Scano2003
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Francesco de Francesco il 11 Giugno 2002 - 21:48Ciao Patriza e ciao a tutti.
Ottime considerazioni, le tue.
Ne aggiungo qualcuna mia solo a precisazione di quanto ho detto nella mia
prima.
Infatti. Sono d'accordo anche io che è un errore scoprire a questo punto
che il sito non è usabile! La scelta di fare il test a sito quasi finito,
non è certo stata mia! Io sono solo stato chiamato a partecipare, come
esterno, al test.
Infatti, e per darti ragione, durante il test c'erano i due progettisti
che, poveri, hanno dovuto prendere appunti per tutta la sessione!
Forse quei due progettisti, faranno meglio il prossimo sito (forse...) ma
questo ormai è andato!
Vero, fare un sito accessibile spesso non costa molto più che farlo non
accessibile. Però converrai che costa molto accertarsi che lo sia sul
serio, secondo gli utenti e non solo secondo la stima del progettista.
Poi, ovviamente, io sono dell'idea che tale costo sia giustificatissimo,
soprattutto se il sito ha velleità da sito importante.
Francesco de Francesco
Sys&org - Crm, Project Management ed Erp
http://www.sysandorg.it e http://crm.sysandorg.it
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Maurizio Boscarol il 13 Giugno 2002 - 10:54Marcella si chiede: perché le agenzie si disinteressano dell'usabilità e
dei suoi fondamentali rapporti con il marketing?
Tra le risposte:
Francesco de Francesco
Non tutto ciò che riluce è oro, non sempre il fumo più denso preannuncia
un miglior arrosto. Un metodo come quello da te raccontato è un metodo
costoso e poco efficace (oltre che poco efficiente). Che senso ha prendere
un gruppo di esperti? Sarebbe come dire " non ci fidiamo di nessuno, così
ne prendiamo 4: qualcosa di buono uscirà, no"?...
L'esperto dev'essere uno, con buone basi metodologiche, in grado di
applicare ai diversi casi i metodi più appropriati. Non esistono solo i
test (quelli formali peraltro si fanno rarissimamente), e le stesse linee
guida non sono un metodo, ma solo uno strumento.
(Bisogna precisare che nel software si utilizzano a volte metodi con più
esperti, ma nel web ha economicamente molto più senso sentire utenti
coordinati da un consulente di provata professionalità, piuttosto che fare
indigestione di esperti, che costano molto più di un utente e possono
anche entrare in conflitto fra loro...)
(..)
Concordo.
Più o meno è così, ma una buona spiegazione del perché la dà Stefano Sirri:
Tutto vero.
Infatti prevale ancora l'idea che il sito sia un semplice prodotto della
comunicazione tradizionale. Invece può essere
molte cose, ed è per questo che servono progetti seri, modellati sul
cliente e sul suo business.
L'usabilità dà un contributo decisivo anche alla definizione dei modelli
di business possibili: ma quante volte i progetti arrivano alla verifica
di usabilità quando tutto è già stato fatto e deciso?
Più in generale, è bene dire che il mercato chiede all'usabilità solo
linee guida di immediata applicazione, meglio se prive di relativo esperto
che le applichi...
Un approccio miope: l'usabilità non è una caratteristica del prodotto, ma
della relazione d'uso, del contesto. Le linee guida sono punti di
partenza: il passato applicato al futuro. Vanno bene per evitare grossi
errori, ma non portano innovazione.
Una versione più lungimirante dell'usabilità prevede l'inserimento di
diversi metodi più volte nel corso dello sviluppo del progetto.
Regolarmente. Quindi l'usabilità dev'essere una risorsa in
grado di incidere sullo sviluppo del progetto, non una consulenza di
toelettatura del pelo troppo lungo del nostro sito...
In questo modo addirittura i tempi di sviluppo si accorciano, perché
vengono meno gli stop dovuti a indecisioni, conflitti fra i reparti,
ripensamenti, perché la bussola del progetto è un giudice-arbitro al di
sopra di ogni sospetto: l'utente con le sue istanze.
Ovvio, perché ciò accada non basta semplicemente dirlo: l'intera agenzia
.
ne dev'essere convinta (non so se funziona imponendolo dall'alto, non ho
esperienza al riguardo: ho la fortuna di lavorare soprattutto con clienti
che sono convinti dell'importanza dell'usabilità, e, non vorrei fare il
caramelloso, ma tutto fila benissimo...
Ciao
Maurizio Boscarol
www.usabile.it
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Francesco de Francesco il 13 Giugno 2002 - 20:27Veramente, io li non ero come esperto e nessuno lo era! Casualmente mi ci
sono trovato! Chi mi aveva contatto non sapeva che mi occupassi di web (e
comunque non sono un esperto). Stessa cosa per tutti gli altri.
Il test voleva certificare con utenti estranei al progetto e presi
letteralmente dalla strada, che le idee dei progettisti fossero corrette e
che si interpretasse i vari simboli, icone e strade come loro pensavano
che sarebbe avvenuto. Non mi pare male, onestamente. Sempre meglio che non
fare nulla e fidarsi solo dei progettisti, no? Senza aver nulla contro i
progettisti, ovviamente. Lo sono anche io.
Francesco de Francesco
Sys&org - Crm, Erp e Project Management
http://www.sysandorg.com e http://crm.sysandorg.it
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Roberto A. Venturini il 14 Giugno 2002 - 03:10Essendomi piu' volte occupato di modelli di business (anche su WMT) sono
estremamente incuriosito da questa affermazione. Ad esempio?
Roberto Venturini
Re: Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Simone Ramaccini il 14 Giugno 2002 - 08:39Il documento ufficiale (in formato .pdf) può essere prelevato dal sito
ufficiale dell'Unione Europea, al seguente URL:
http://europa.eu.int/eur-lex/i t/com/cnc/2001/com2001_0529it0 1.pd f
Tra i contenuti del documento sono presenti le 10 linee-guida da seguire,
alcune delle quali valide, a mio avviso, per qualsiasi sito.
Sono infatti riprese dagli standard W3C, reperibili
all'url: (http://www.w3.org/TR/WCAG*)
e sono più che mai attuali.
Saluti,
Simone Ramaccini
* WCAG = Web Content Accessibility Guidelines
Simone Ramaccini - Web Consultant
Internet Clickz
via Spadari, 2
20100 Milano (Italia)
http://www.internetclickz.com - http://www.internetclickz.net
sramaccini [at] internetclickz [dot] com
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Luca il 8 Giugno 2002 - 05:05Buongiorno a voi,
Marcella dice:
Io mi permetto di aggiungere:
per la presunzione alquanto tipica dell'imprenditore italiano che "nessuno
sa fare meglio di me" e che "chi fa da se fa per tre"?
per questioni di costi e/o di tempi?
A me è capitato più volte di avere a che fare con clienti potenziali
(essenzialmente web agencies) le quali mi hanno dato la netta impressione
di volere fare in-house tutto il progetto, test di usabilità e di
marketing compresi, oppure di non avere denaro e/o tempo (ma anche voglia)
a disposizione per verificare il loro operato presso il mercato.
Immaginate una web agency che abbia realizzato qualche bel sito (almeno a
dire dei committenti, non necessariamente degli utenti dei siti
stessi...), senza ricorrere a test di usabilità od a ricerche di mercato.
E' probabile che il management dell'agenzia adotti la stessa strategia
(scusate il termine) "miope" anche quando si tratta di realizzare un sito
il cui modello di business, complessità e/o mercato di riferimento sono al
dì fuori delle competenze tipiche dell'azienda. Il ragionamento è il
seguente: se ho fatto fin'oggi siti di e-commerce in beni di largo
consumo, perché dovrei proccuparmi più di tanto se debbo realizzare una
market place nel settore assicurativo e posizionarla sul mercato?
Certo, ma ciò presume che i professionisti del web siano talmente "umili"
da accettare che qualcun'altro si interponga nel loro rapporto con i
clienti e misuri la qualità del lavoro che hanno realizzato, no?
A meno che ovviamente il professionista integri (come dovrebbe) le
verifiche di marketing e di usabilità sin dalla concezione del progetto e
consideri l'esperto/a di usabilità come un/a partner nel processo di
progettazione e realizzazione di un'interfaccia web efficace...
Buon lavoro a tutti,
Luca
www.lucameyer.com
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Fabio Cavallari il 10 Giugno 2002 - 14:53Ciao Marcella
Ad un certo punto l'usabilita' diventa una filosofia, un modus operandi
imprescindibile in tutte le azioni di un'azienda (soprattutto se web
oriented). Partendo dal basso si puo' secondo me dire che anche una
strategia di branding deve essere "usabile"...
Se lavorassi per la "Professional Consulting Group" mi sentirei quantomeno
in imbarazzo a parlare (giustamente devo dire) della scarsa sensibilita'
nei confronti dell'usabilita' da parte degli operatori di mercato.
D'altra parte tu non ne hai colpa, l'azienda non e' la tua (spero) !
Senza rancore
Fabio Cavallari
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Francesca AnzaloneCiao a Marcella, e un ciao alla lista,
posso dirti che il problema ha una sua collocazione nel tempo, o meglio,
prima nasce l'usabilità e l'accessibilità, poi nascono "la tolleranza"
alla creatività e al design.
Lo stesso Nielsen, che per alcuni è un Guru, e peraltri un cialtrone, ha
iniziato a delineare le linee operative in maniera molto attenta e molto
rigorosa.
Piano piano, date le obiezioni e la rigidità dei suoi dettami, ha iniziato
a "raddrizzare il tiro" scrivendo nel suo "Home page usability" delle
pillole nuove che non condannavano la creatività.
A Milano siamo stati al Web Match una interessante sfida tra creativi e
usabilisti, nonostante le due diverse ottiche, siamo riusciti a concilare,
in alcuni esempi, l'idea di design e grafica con quella dell'interesse per
l'utente.
Un approccio propositivo in questo senso lo ha dimostrato Sofia Postai
che, pur non rinunciando alla grafica, mette in primo piano il navigatore.
Nel mio sito si è discusso molto nel Forum di usabilità e design- chi lo
vedeva come un punto di partenza per la comunicazione e chi, invece,
poneva l'etichettà di accessibilità.
Il fornitore di servizi dovrebbe essere molto attento a queste cose, ma il
cliente non è troppo "insensibile". Torniamo ad un vecchio discorso, se il
fornitore di servizio conosce bene il suo lavoro, potrà trasmetterlo al
suo cliente , in questo modo, avvicinarlo e sensibilizzarlo a certe
tematuiche.
Ti posso assicurare che il cliente ha tutto l'interesse ad imparare e
adottare le soluzioni che gli renderanno maggiori entrate dal sito.
Francesca Anzalone
www.comunicareinrete.it
www.netlifesrl.it
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Ugo Pandolfo il 9 Giugno 2002 - 16:23Marcella,
a parte quella che tu chiami 'scarsa sensibilita' del committente', io la
definisco ignoranza bella e buona, nella mia esperienza la cosa piu'
frustrante e' la seconda: la completa 'insensibilita professionale' del
fornitore.
Scrivo questo perche' pur lavorando nel settore, ed insieme ad eccellenti
professionisti, quando cerco di parlare di usabilita' mi scontro con un
muro duro.
Sembra quasi che il concetto di usabilita' sia sinonimo di mancanza di
materia grigia; rendere la navigazione semplice e chiara non e' previsto
nella forma mentale dei programmatori... le occhiate ironiche, gli
sfotto', le resistenze, quando non aperta ostilita', nei miei confronti,
mi fanno perdere tanto di quel tempo che a volte mi viene da urlare.
Pochi giorni fa' ho comprato un piccolo manuale di usabilita' con l'idea
di farlo leggere in azienda, e' ancora sul tavolo, esattamente dove lo
avevo messo ...
What to do?
Ci vorra' ancora un po' di tempo...
Ugo Pandolfo
Acutance s.r.l.
Palermo
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Stefano Sirri il 9 Giugno 2002 - 12:39Salve a tutti,
Marcella scrive:
Nessuna delle tre, sono scelte, una web agency puo' avere
due linee diverse di filosofia commerciale:
1) avere dei venditori;
2) avere dei consulenti.
Detto molto banalmente, avere dei venditori significa che il
commerciale va dal cliente e gli chiede:
"come lo vuole questo sito?, mi dica qualche sito che le piace
e noi lo faremo una specie".
Mentre avere dei consulenti significa che il commerciale va
dal cliente e dice: "che obiettivi vuole raggiungere attraverso questo
sito?, ebbene allora le serve questo, tutto il resto non
va bene".
La prima impostazione ti consente di avere meno problemi
di rapporti con il tuo cliente e di chiudere piu' contratti nel breve
termine. Ma alla lunga significa rischiare di sparire dalla
circolazione.
La seconda impostazione ti permette di esprimerti maggiormente (sei tu
che fai il progetto), presuppone quindi un piu' alto livello di
competenza e professionalita'. Ti permette anche di acquisire una
autorevolezza importante.
Il web e' un ambiente nuovo, e quindi facilmente coesistono in maniera
forte entrambe le filosofie.
Solitamente un mercato parte con la prima impostazione e poi
tende a migrare sulla seconda, pena la morte del mercato
stesso (per scarsita' di risultati raggiunti).
Anche nel web si arrivera' ad una maggioranza di consulenti,
anche se purtroppo si dovra' aspettare che "il mercato diventi maturo".
Tradotto in italiano significa che i clienti abbiano preso abbastanza
fregature da fidarsi solo di chi gli dice che
e' meglio che lo faccia lui il progetto.
Un saluto.
Dott. Stefano Sirri
Direttore Marketing di I-nfinity Consulting
335 5433015 Fax 0547 302373
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Lelio Faieta il 10 Giugno 2002 - 07:31Ti rispondo brevemente: per le aziende l'usabilità non è una priorità in
quanto:
a. costa troppo
b. non ha un diretto e immediato ritorno economico (inteso anche solo come
vantaggio competitivo)
L'usabilità infatti non è un requisito definibile univocamente (come per
esempio l'ottimizzazione per uno o più browser); quello che è usabile per
un utente non è necessariamente percepito come usabile da un altro.
Per cui le aziende preferiscono offrire servizi che il cliente percepisca come
vantaggio del sito rispetto agli altri con il budget a disposizione (spesso
non troppo ampio di questi tempi) , preoccupandosi solo poi di occuparsi di
usabilità e co.
Lelio Faieta
02.88.27.696
340/6463478
www.egifunds.com
www.eptafund.it
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Marco Deveglia il 12 Giugno 2002 - 10:45Beh, gli studi di usabilita' per il web provengono da quelli di usabilita'
.
per il software, che hanno prodotto, tanto per banalizzare, l'interfaccia
del Macintosh. (Oddio, anche i software Microsoft, ma li' lavora la legge
microeconomica del monopolio
Quindi esistono regole che, applicate, producono un sito piu' usabile di
un'altro per una ragionevole maggioranza di utenti.
Il punto e' che l'investimento in usabilita' quando non e' fatto su un
sito di transazione non ha un ritorno, ne' immediato, ne' misurabile.
E' la classica vendita "si', facciamoci del male".
Puo' essere un elemento differenziante per la new media agency di turno:
per questo motivo - e' una mia esperienza - ho introdotto l'usability
nella progettazione in una new media agency internazionale due anni fa:
abbiamo vinto due gare e prodotto due lavori interessanti, che sono pero'
stati stravolti nelle release successive del sito.
Ma trattavamo con due clienti molto grossi, dove - se non altro per la
sindrome dei "vestiti nuovi dell'imperatore" - l'usability era un concetto
che ha funzionato commercialmente.
Marco Deveglia
CRM Group
+39-02-4679720 [direct]
+39-02-48012571 [fax]
+39-328-3651907 [mobile]
website: http://www.crmgroup.it
P.zza S.Maria Beltrade, 1
20123 Milan MI
Italy
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Stefano Sirri il 14 Giugno 2002 - 17:37Salve a tutti,
<.... per le aziende l'usabilità non è una priorità in quanto: a. costa
troppo
b. non ha un diretto e immediato ritorno economico
(inteso anche solo come vantaggio competitivo)>
Mi dispiace, dissento completamente.
L'usabilita' non e' un costo ma un investimento, ed a
livello "base" non costa molto, anzi a volte costa meno
del contrario (esempio banale, una realizzazione grafica massiccia e gli
intro in flash non li pagano?). A me e' capitato di dover dire al mio
potenziale cliente "ma perche' vuole spendere di piu' per ottenere di
meno?", e le
uniche modifiche che volevo apportare al suo progetto
di sito riguardavano l'usabilita'.
Per livello base intendo seguire tutti i dettami classici sull'usabilita'
(senza fare test) e "recuperare" il test attraverso una monitorazione
opportuna delle statistiche.
Punto b.
Un sito che abbia un progetto dietro (anche non
commerciale) ha un vantaggio competitivo se e'
usabile, chiaro e' che non puo' essere il suo unico
plus rispetto alla concorrenza. Nel caso di un sito
veramente commerciale ha anche un ritorno diretto
da un punto di vista economico.
Se poi mi parli di misurabilita' del ritorno (inteso
come: "che guadagno avrebbe avuto il medesimo
sito con un livello di usabilita' minore?") posso anche
essere daccordo che la cosa e' difficile a misurarsi,
ma questo rimane un'altro discorso.
Se e' per questo neppure l'ottimizzazione lo e', basta che
vai un po oltre al browser, pensa alla dimensione dello schermo, la
problematica web-safe per i colori, ecc.
Questo spesso e' vero, come e' vero che spesso
vedono la grafica pesante proprio in questo modo,
cioe' sia come modo "per attrarre" sia come modo
per differenziarsi, che come modo per dire "siamo
bravi e capaci".
Io mi chiedo "perche' l'usabilita' non la deve vedere
come vantaggio del sito?"
Qui il problema e' fondamentalmente il mio come
consulente, mi assumo il compito di "evangelizzare"
il cliente alle problematiche del web, cerco di fargli
capire "come funziona".
E' un po il passaggio che ha fatto la pubblicita' TV
dal pre al post Seguela' (non tutta, e' ovvio).
Dott. Stefano Sirri
Direttore
Marketing di I-nfinity Consulting
335 5433015 Fax 0547 302373
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Marco Deveglia il 18 Giugno 2002 - 00:01Il problema dell'usabilita' e' quello del ROI dei siti web.
Se si tratta di un sito di transazione, e' facile calcolare i benefici
dell'usability.
Usability bassa, X transazioni, usability alta X+Y transazioni.
Idem se si tratta di un sito di informazione.
Ma se si tratta di un sito di branding - come sono molti siti, specie di
PMI - e' molto difficile se non impossibile calcolare i benefici
dell'usability.
Perche' entriamo nell'area delle percezioni, area grigia, dove una
risposta definitiva non esiste.
E quello che non si puo' misurare non si gestisce. E non ci si investe.
P.S. Anzi, attenzione con l'usability sui siti di branding. E se il
cliente dice "Ah, perche' c'e' il rischio che il sito mi rovini
l'immagine? Allora forse e' meglio aspettare..."?
Marco Deveglia
CRM Group
+39-02-4679720 [direct]
+39-02-48012571 [fax]
+39-328-3651907 [mobile]
website: http://www.crmgroup.it
Re: Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Lelio Faieta il 18 Giugno 2002 - 07:48Anch'io dissento, probabilmente non mi sono spiegato bene, non si
trattava di una mia opinione, ma dello sfogo di uno che ci crede ma si
trova a sbattere il muso contro questo tipo di ragionamento da parte del
cliente. Purtroppo un consulente si trova a dovere fare ciò che il cliente
gli chiede.
Si ma per fare un sito veramente (e sottolineo veramente) usabile c'è
necessità di una progettazione impegnativa. Il mio cliente di solito non
ama sentirsi dire che una parte del suo budget debba andare in qualcosa
come l'usabilità, al massimo investirà per una usabilità molto
superficiale.
Per spiegarmi, mi è capitato più di una volta di trovare siti che navigati
una volta si dimostrano comodi e usabili. Una volta che ho iniziato ad
usare i servizi offerti mi sono accorto che l'organizzazione del percorso
di acquisto o delle informazioni erano pessime.
Questo perchè non si era perso tempo e denaro a progettare il comportamento
di uso del sito da parte del cliente. Credo sia questa l'usabilità secondo
Nielsen...
Scusate la lunghezza e la logorroicità; sull'usabilità e i suoi problemi
potrei scrivere un libro, ma non mi sembra questo il luogo
Lelio Faieta
02.88.27.696
340/6463478
www.egifunds.com
www.eptafund.it
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Ilaria Previati il 10 Giugno 2002 - 08:18Salve a tutti, ciao Marcella.
Mi permetto di risponderti perchè, anche se non sono un'esperta, ho fatto
una tesi proprio sull'usabilità nel web marketing.
Il problema è, come tu hai accennato, che le az. committenti sono poco
sensibili alla questione; inoltre molte pensano che l'importante sia
cominciare ad esserci (sul web) e che per questo basta mettere 4 info su
dove si trovi geograficamente, sulla vision, sul mgmt...
Inoltre sono troppe le persone e le cosiddette web agency che si arrogano
le capacità di progettare in linea con l'usabilità etc...ma non è cosi
facile!!ci vogliono risorse, studio, persone...
non ci si improvvisa esperti di usabilità dopo aver letto un paio di
libri...e cmq la regola è che...non esistono regole! e che tutto va
ridimensionato a seconda del contesto, dei servizi del target etc....
Quindi è ovvio che se il committente ignora le problematiche, la web
agency o il professionista di turno ne sanno poco, il risultato è scarso!!
io stessa non sono riuscita a trovare un sito italiano da portare ad es.
nella mia tesi e ho dovuto riferirmi all'estero.
Ci si auspica che nei prossimi convegni in cui i relatori siano al livello
di Boscarol [che ringrazio per la succitata tesi :)] la partecipazione sia
maggiore...
ciao,
Ilaria Francesca Previati, Marketing Assistant
ipreviati [at] microstrategy [dot] com
MicroStrategy Italy , Piazza Pio XI, 5 -
20123 Milano
+39 02 722225.1 / +39 02 722225.61 direct
Re: Usabilita' e marketing
Inserito da Martin Benes il 10 Giugno 2002 - 11:25Sara' perchè lo SMAU è nato a Milano e che lo SMAU di Milano è molto più
ricco e fico di quello di Roma?
Sarà forse che vogliono che lo SMAU di Milano abbia una sorta di
predominanza di quello di Roma?
Qui il problema non è l'usabilità o quant'altro ma credo la gelosia che
ognuno ha verso gli altri riguardo il proprio tanto narrato "know how"...
Stessa cosa, perchè l'Istituto Europeo di Design di Roma fa pena rispetto
a quello di Milano?
E pure credo sia la stessa struttura...e pure..chi esce da Milano...beh,
sta a tutt'altro livello di chi esce da Roma, e pure il prezzo dei costi
mi sembra si raddoppia, a Milano..perchè? paghiamo la qualità?
Stesso cosa per il Motor Show di Bologna e Roma...a Bologna è una cosa
stupenda, a Roma ci sono si e no due bancarelle con 4 macchine...una
delusione...
Come vedi..non si ragiona in senso globale, ognuno tiene alle proprie
"conoscenze"...tanto è che sono rimasto stupito da questa lista..dove
tutti parlano molto apertamente...se tutti facessero così...forse in
Italia la qualità del business sul web aumenterebbe molto di più.
Un saluto a tutti,
Martin Benes
P.S.
Molte delle info che ho vengono da terze parti per cui se ho fatto qualche
gaf non mi lapidate.
Re: Usabilità e marketing
Inserito da ninniroal@virgilio.it il 12 Giugno 2002 - 11:57Saluti alla lista ed un ciao a Marcella,
Credo che il concetto di usabilità per molti coincida con navigabilità
tout court. Io, fornitore di servizi, ti progetto un sito che
strutturalmente è a misura di utente seguendo alla lettera (cioè con una
interpretazione miope) gli insegnamenti del vangelo secondo San Jakob e tu,
committente, cosa vuoi di più dalla vita?
A forza di concentrarsi sulle abitudini di navigazione e sulle
"convenzioni esterne che viaggiano con gli utenti", si cade in una sorta
di determinismo (sulla fruizione, sulla creazione, sui modelli mentali) che
conduce all'inerzia professionisti, committenti e fruitori di servizi.
Si perde di vista la possibilità di rinegoziare continuamente le
metodologie, gli standard, gli orizzonti di attesa, per trovarne di più
idonei ed efficaci, per non fossilizarsi su soluzioni che non possono (né
devono) essere conclusive.
Occorre un' interazione permanente tra professionisti del web, committenti
ed utenti e deve realizzarsi tra soggetti consapevoli, preparati :
paritetici nella differenza.
Finchè si ragiona per compartimenti stagni, delegando senza sapere ciò che
si delega, rifugiandosi in un atteggiamento infantilmente non
partecipativo, il dialogo tra parti e la sinergia creativa restano
un'utopia.
L'interattività dovrebbe essere un modus vivendi non meramente una maniera
di rapportarsi ad una macchina.
Saluti.
Roberta Algeri
ninniroal [at] virgilio [dot] it
|||||||||||||||||||||||||||||||||
Com.UNICAre
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Enricoandreoli@tiscali.it il 21 Giugno 2002 - 16:14un affermazione talmente universale da avvicinarsi al vuoto della
perfezione ed assomigliare a questa sentenza di Giorgio Colli:
"la relazione è l'essenza astratta di ogni cosa"
Filosofia dell'Espressione,Adelphi, 1969,p. 94
che credo possa indicarci conclusivamente la sostanza dell'usabilità:
mettere sul video oggetti (forme, significanti e significati) che abbiano
una relazione con le intenzioni (la volontà di sapere) dell'utente.
Qui viene in soccorso Ludwig Wittgenstein: 'non c'è senso senza relazione'.
Tutto ciò che non ubbidisce a 'ste regolette è 'reclame' poi divenuta
brand awarness, cioè perdita di tempo per l'utente.
Saluti a tutti
Enrico
Re: Usabilità e marketing
Inserito da Pier Danio Forni il 13 Giugno 2002 - 14:29Cara Marcella,
Usabilità è per me sempre stata una parola stupida, perché non foriera di
un significato semantico comune per tutti, o almeno per gli addetti ai
lavori.
L'utente richiede il massimo dell'usabilità per essere facilitato nella
navigazione e quindi usufruire in modo ottimale dei servizi che il sito
gli propone.
Cosa richiede? Velocità? Questo non dipende sempre da come è costruito il
sito. Reperibilità di un particolare servizio? Il sito giusto potrebbe
essere un altro. Esaustività degli argomenti trattati e comunicabilità
percepita rispetto alle attese? Questo si può fare.
Ma chi lo fa? Quale tipo di professionista? E' questa professionalità
fruibile nelle Web Agency? Può darsi, ma non è mai così nemmeno nelle Ad
Agency ben più anziane di professione.
Il cliente? Può darsi, ma di solito non ha queste competenze. Allora? Cosa
serve per stabilire se il sito è esaustivo e comunica percettibilità
attesa dai suoi fruitori?
Giampaolo Fabris nel 1995 ha auspicato l'avvento di una nuova
disciplina: l'ingegneria semiotica. Ovviamente non esiste una facoltà
simile anche se alla IULM stanno tentando di formare dottori in quel
senso. Ma cerchiamo di trovare un'intesa (per noi listaroli) sulle cose da
fare.
1) La struttura deve avere la possibilità di funzionare velocemente in
tempo "reale" per il target che mi prefiggo di servire. Considerando una media
accettabile. Se il mio target sono le famiglie collegate ad un doppino
farò delle cose, se sono le aziende collegate (si spera) perlomeno ad una
linea ADSL, ne farò delle altre. Pesantezza non vuole comunque dire più
possibilità di comunicazione. Certo se produco animazione in 3D e voglio
farla vedere sul mio sito, chi viene a visitarmi dovrà attrezzarsi ed è
eufemistico dargli la possibilità di scaricare Quick Time Pro.
2) Analisi dei processi di comunicazione di quel particolare prodotto
(azienda ecc..) Tutti credono di conoscerli, in realtà quasi nessuno
conosce a fondo i processi di comunicazione del suo business in senso di
essere in grado di costruire dei percorsi dove ad un 100% di emesso
corrisponda perlomeno un 65% di percepito.
3) Capacità di trasformare i plus tecnici di ciò che si comunica in
vantaggi per il cliente, percepiti soprattutto a livello emotivo.
Non voglio farla lunga sulle varie discipline che sovraintendono questo
lavoro, basta leggere una ventina di libri giusti ed avere ³qualche anno
d'esperienza.
Ma i webbarolo generico può continuare a credere di fare già tutto il
necessari per il suo cliente.
Credete che i product manager o i vari addetti che solitamente si trovano
negli uffici marketing siano in grado di briffarvi? Io no!
Normalmente (salvo alcune fulgide eccezioni tutte naturalmente accasate
dai miei clienti) si limitano a dirvi che risultato piacerebbe a loro, o
al loro capo. E con lo stesso metro vi bocciano o approvano pagina dopo
pagina. Vi dicono che cosa loro hanno deciso che piaccia al cliente. E se
voi ribadite che al cliente di quella roba li non gliene può fregare di
meno, vi risponderanno che quello che piace al cliente costa troppo
(facendo finta di saperlo). Altro che CRM. La maggior parte dei siti e
della communication mix delle imprese è strutturata sul FIFCC (fare i
furbi col cliente). I furbi del deserto che corrono dietro all¹areoplano
per restare all'ombra.
L'utente, il cliente, cara Marcella, vuole "vantaggi" vuole poter dire:
"cavolo che bel sito, che bella azienda, linko subito tutti i miei amici".
Non preoccupativi troppo webbaroli più o meno giovani, il 65% degli spot
TV è spazzatura, ci sarà 1 azienda su 10.000 che è riuscita a fare della
buona ingegneria semiotica. Però fortunatamente riesce a lavorare
nonostante la qualità della comunicazione, ancora per pochi anni, a parer
mio.
In tutta questa non usabilità (è veramente una parola del cavolo) io ho
una soddisfazione: il fruitore/cliente si sta trasformando in un
giustiziere, ormai in giro ci sono il 95% di siti agonizzanti. Uccisi dal
loro stesso target di riferimento.
Pier Danio Forni
Re: Re: Usabilità e marketing
Inserito da Marcella Luzzi il 14 Giugno 2002 - 07:51Caro Pier Danio
perfettamente d'accordo con te sull'analisi della situazione attuale del
mercato.
La tua conclusione però dà ragione a Maurizio Boscarol: l'approccio è miope
e gli utenti stanno già facendo giustizia.
Quindi non sarà il caso che i nostri sforzi siano orientati a far
raggiungere maggiore consapevolezza del problema sia ai clienti che alle
web agency per le quali lavoriamo?
Non dico che sarà facile e che il cammino sarà breve e indolore, ma se
.
rinunciamo anche a partire sicuramente non arriveremo da nessuna parte
Ciao
Marcella
Professional Consulting Group
V. Nettunense Km 6,500
00040 Ariccia (RM)
Tel. 069343677 fax 069344427
http://www.pcg.it
luzzi [at] pcg [dot] it