Buonasera a tutta la lista.
Vuoi per il mio ruolo di merchant, vuoi per l'associazione AICEL che da
qualche anno porto avanti, sto leggendo con molto interesse lo scambio di
opinioni all'interno della discussione ‘e-commerce dove vai?’ (http://mlist.belowtheweb.it/ar chivi/3d/env/msgid-44597.html# 4380 3)
Ci sono moltissimi spunti di riflessione e argomenti che meriterebbero
discussioni separate ma almeno su uno vorrei soffermarmi un attimo: il
prezzo come variabile determinante.
La variabile prezzo non può e non deve essere considerata la discriminante
per il successo di un'impresa on-line.
Una attività on-line è equiparabile in tutto e per tutto ad una attività
tradizionale.
Non è vero che per fare e-commerce basta un ufficio (o il PC di casa), non
serve un magazzino, non serve personale, non si pagano insegna e le spese
in comunicazione sono molto più basse.
Sono falsi miti che sarebbe opportuno iniziare a demolire anziché
alimentare magari con la speranza per alcuni di vedere aumentare il
portfolio clienti!
Una attività on-line è soggetta alle stesse norme base di una attività
tradizionale alle quali si sommano quelle specifiche per la vendita a
distanza e la tutela dei consumatori. (comunicazioni, diritto recesso,
privacy solo per citare le più conosciute)
Il prezzo è determinate solo per i mercati maturi, con beni alla fine del
loro ciclo di vita o divenuti commodities. Questi mercati sono
caratterizzati da pochi player dominanti e da tanti piccoli “reseller” che
spesso si approvvigionano dagli stessi big-player (basti pensare ad
Esprinet che fornisce buona parte dei venditori di informatica e
contestualmente gestisce una attività rivolta al mercato consumer).
I big marginano sui grandi volumi, tutti gli altri sopravvivono con
margini ridicoli grazie ai servizi che i big gli riservano (per aprire un
negozio di Notebook basta un PC, un fornitore di prodotto e di flussi da
integrare nel carrello on-line e che gestisca le spedizioni dalla
piattaforma logistica centrale –un gioco da ragazzi-).
In questi mercati valgono davvero le affermazioni fatte sulla riduzione
delle spese vive e dei costi di gestione e realmente si può parlare di
attività virtuali, ma non dimentichiamoci che costituiscono l’eccezione o
sono solo una parte del mercato e non valgono come regola per tutto
l'e-commerce.
Le motivazioni e le dinamiche che portano un cliente a preferire un
acquisto on-line anziché dal "bottegaio" sotto casa sono tante e tali da
non poter essere trascurate o offuscate dalla sola variabile prezzo.
Lo scorso Novembre come associazione merchant abbiamo lanciato il progetto
nazionale "7motivi” - sette motivi per scegliere l’e-commerce
www.7motivi.it - proprio perchè come operatori
dell’ecommerce riteniamo doveroso avviare un dialogo aperto con l’utenza e
far focalizzare l’attenzione sui vantaggi che il commercio elettronico
italiano può offrire.
Infine, una riflessione: se la variabile prezzo è davvero la determinante
del successo di impresa, allora l'e-commerce è destinato ineluttabilmente
a diventare affare dei soli produttori.
Ciao e buon lavoro
Andrea
--
Dott. Andrea Spedale - andrea [dot] spedale [at] aicel [dot] it
www.aicel.it dove l'ecommerce italiano si incontra
Re: Valore del prezzo nell'e-commerce
Inserito da Roberto FumarolaConcordo su tutta la linea, avevo scritto anche io, in risposta a quel
post, che non si può banalizzare l'apertura di un sito di e-commerce e che
dietro ci deve comunque essere un'organizzazione che non è seconda a
quella di un negozio "tradizionale".
L'esempio riportato per quanto riguarda i prodotti informatici è l'unica
eccezione esistente al momento che permette l'apertura di uno shop con
costi quasi nulli e dove ci si da battaglia soprattutto sul prezzo.
Ma se dovessimo stabilire una graduatoria delle prime 5 caratteristiche
importanti per un e-commerce voi cosa mettereste nella lista?
La mia classifica è la seguente:
1) Informazioni sul prodotto e sul merchant
2) Prezzo / Convenienza
3) Efficacia del sito
4) Disponibilità e competenza del commerciale/customer care
5) Assortimento prodotti e disponibilità
C'è un parametro che è fuori dalla lista, ma che potrei indicare al posto
"0", prima di qualsiasi altro. Secondo me è "L'umanità", lasciar
trasparire che dietro al sito ci sono delle persone che lavorano e non
solo un software che gestisce listini.
So che ci sono tantissime altre caratteristiche ed i puristi di web design
potrebbero uccidermi per avere inserito solo al 3° posto il sito, ma la
mia considerazione è fatta considerando l'efficacia nel medio periodo.
Poi se dobbiamo considerare quali siano i fattori che incidono in maniera
significativa sulle vendite è ovvio che un sito efficace è al primo posto,
oltre al resto.
Ciao,
Roberto Fumarola
Consulente e-Business
http://www.b2commerce.it