Premetto che sono un giornalista. Ma mi occupo di tecnologia e innovazione
da una quindicina d'anni, comprensivi di una esperienza piuttosto intensa
sul web.
Nicola,
Non so se sai che le lavatrici d'oggi sono completamente elettroniche,
nella stragrande maggioranza dei casi. Avrai sentito dire inoltre che si
possono collegare a Internet, o programmare con un SMS. Tutto vero. Eppure
continuano a mostrare un bel rotellone meccanico sul davanti, che fa un
rumoroso "cric-croc" quando lo giri, con delle icone standardizzate su un
linguaggio specifico. Questo perche', per precisa espressione dei
produttori, "altrimenti gli utenti non capirebbero".
La citazione mi sembra particolarmente azzeccata perche' voi, il giorno
del lancio, avete pubblicato una pagina in cui associavate la nuova
interfaccia proprio a un elettrodomestico.
Bene: se ti riferivi al settore del "bianco", li' l'innovazione di
interfaccia e' praticamente assente. I frullatori funzionano allo stesso
modo dagli anni 50. Se invece ti riferivi al "bruno", be', ricordare i
videoregistratori che nessuno ha mai programmato e' fin troppo facile.
La Consumer Electronics sta subendo grossi colpi da parte dell'Information
Technology, anche perche' quest'ultima ha sempre lavorato su standard. Uno
di questi riguarda proprio l'interfaccia. Ti segnalo a questo riguardo un
documento del 1989 dal titolo "Common User Access - Advanced Interface
Design Guide", di IBM. E' dove sono nate le definizioni dell'interfaccia
grafica che si sarebbe realizzata commercialmente l'anno dopo con il
lancio di Windows 3.0. Nel frattempo Tim Berners-Lee definisce l'HTML, ma
Marc Andreessen e i suoi amici presentano Mosaic solo nel '92, se non
sbaglio.
Ingegneri, informatici, scienziati e similie non sono mai stati bravi a
disegnare le interfacce. Per questo hanno messo su centri di ricerca e si
sono rivolti agli psicologi del comportamento (ben prima che nascesse il
concetto di usability).
Ora, pur riconoscendo che sul web manca ancora un vero e proprio
linguaggio universale (o per lo meno delle best practice consolidate e di
uso comune), credo proprio che questa innovazione, massimamente necessaria
e importante, non possa derivare dalla creatività vista come idea
tardo-romantica dell'esprit del "genio", ovvero del singolo.
Ogni contributo di idee e' comunque prezioso, a partire pero' da uno
sforzo di comprensione del mezzo che si usa, dei suoi fini e della sua
storia, e dei linguaggi-dialetti gia' strutturati.
Non credi?
Alberto D'Ottavi