La chiusura di WMT credo sia uno smacco per la capacità dell'imprenditoria
e del marketing italiano on line.
La qualità, l'approfondimento (e la conseguente lunghezza) degli articoli
davano a questa rivista un posto secondo me importante nel generare
riflessione e nel fare formazione.
Non era una rivista di notizie, ma di ricerca, di pensiero, di
sperimentazione. Le brevi di cronaca le si leggono a gratis altrove e sono
generalmente manipolate...su WMT (almeno io, personalmente) non ho mai
visto ne' sentito di pressioni perche' uscisse una cosa piuttosto che un altra -
per fare un favore o per fare una marchetta.
Poi ci saranno stati autori che la marchetta se la sono autofatta o
l'hanno fatta ai propri clienti...ma credo che il fenomeno non sia mai
arrivato a livelli tali da inficiare il livello qualitativo della rivista.
Poi ci sono quelli che criticano da fuori.. Ma in genere e' gente che o non
scrive o copia cose gia' pubblicate all'estero. Era una rivista fatta non da
professionisti della penna ma da gente che scriveva su cose che aveva fatto
o visto in prima persona.
E di puttanate ne sono uscite tante, anche perche' a stare in prima linea
in un mondo che si stava costruendo, e' inevitabile sbagliare. E qualche
scivolone modaiolo di certo c'e' stato.
Ma meglio una cosa cosi' che una rivista scritta da gente che potrebbe
(come in molti casi accade), scrivere di web oggi o di vino domani, tanto si
usano le veline, i comunicati stampa e si scopiazza quello che qualche altro
giornalista (in genere d'oltreoceano) ha gia' scritto.
Chi sa fare fa e grazie mille se ci racconta cosa ha imparato. O se ci dice
delle cose su cui non siamo d'accordo e ci da' lo stimolo per fare diverso e
meglio. Nessun grazie a chi non sa fare e non sa insegnare (e fa il
preside...), a chi sa usare bene l'italiano ma non ha mai inventato nulla o
tenuto in piedi una societa' o fatto un business vero usando la rete (o
anche senza usarla).
Adesso mi sento un po' orfano.
Adesso ci restano i soliti noti made in USA e, ovvio, i mini articoli dei
blog, interessanti per gli addetti ai lavori ma spesso troppo sintetici per
quelli che addetti ai lavori non sono e che vogliono imparare. E non si
puo' pensare di monitorare 200 blog e 49 forum per avere il polso della
situazione.
Venendo alla mia esperienza personale, io ho iniziato a scrivere verso il
numero 9 della rivista, che ha cessato le pubblicazioni, credo, col numero
75.
Da anni, ormai, ne' io ne' molti degli altri autori eravamo coinvolti nelle
scelte e nella conduzione della rivista, tanto che la notizia della chiusura
(complice probabilmente un problema alla mia posta elettronica) mi e'
arrivata da Apogeo.
Quindi non posso dare notizie da insider: di certo la nuova proprieta'
puntava a usare WMT per fare del business - non credo con l'advertising ma
sopratutto portando business alle proprie attivita' "core" che, se ho
capito bene, sono quelle della sicurezza informatica.
Io con questi signori non ho mai avuto nessun contatto, se non una mia dura
contestazione al fatto che non pagassero i miei articoli. Della serie: se
non vuoi pagare, va bene - almeno dillo - e io magari scrivo lo stesso,
come capitava all'inizio della rivista.
Quando pero' mandi la richiesta di fatturare gli articoli pubblicati e...
poi non paghi, allora si inizia a sentire puzza di bruciato.
Non e' vero, btw, che WMT non pagasse i collaboratori: io e altri "storici"
(degli altri onestamente non so) venivamo pagati una cifra simbolica per
ogni articolo - ma la cosa fu una idea / iniziativa di Alberto Bregani,
eravamo felicissimi di scrivere a gratis (almeno io).
Sarà da capire se WMT è finita per via della cultura "tutto gratis": il
contenuto, anche di valore, non siamo disposti a pagarlo...
Se questo fosse il modello del XXI secolo vedo un possibile scenario dove
sulle riviste ci scrive solo chi ha bisogno di fare visibilita' a se' stesso
o chi e' motivato da uno spirito missionario. E dove la generazione di
content diventa una specie di hobby da fare nei ritagli di tempo che
avanzano dopo il lavoro per il quale si viene pagati...
E finirebbe il mestiere di giornalista professionista. E a questo punto mi
fermo per evitare querele da parte dell'ordine.
Io adesso mi sento un po' orfano: certo, potrei fare la mia newsletter o il
mio blog, ma sarebbe uno dei milioni in rete... Information overload, tanta
roba da vedere finisce che non leggi niente. Un conto e' un blog, un conto
e' questa lista, un conto e' una rivista un po' multidisciplinare.
Imperfetta, certo, ma l'unico posto in Italia dove si potesse parlare
seriamente di Internet Marketing (e, anche se molti non se ne erano forse
accorti, di Marketing tout court).
Staremo a vedere.
Vedremo se ci sarà qualcuno interessato a prendere in mano l'eredita' (e il
marchio) e il prezioso content accumulato negli anni; come qualcuno diceva,
una enciclopedia, con molti contenuti originali.
Da parte mia, anticipo che non ci staro' a lasciare che le decine di
articoli che ho scritto per la rivista vadano persi. E se nessuno trovera'
un modo per tenere i miei articoli a disposizione di chi fosse interessato,
un modo lo trovero' io.
Per finire un ringraziamento e un attestato di stima alle persone che hanno
portato avanti la rivista per questi anni, in special modo per Antonio
Sonzini, che ha saputo trasformare la rivista in un oggetto che molti a
quanto pare apprezzavano e che molti rimpiangono.
Quanto agli altri... La critica e' fondamentale per migliorare, a patto che
venga da chi ha titolo per potersi permettere di criticare o che venga
espressa come un contributo alla discussione, con una ragionevole umilta'.
Il dogma dell'infallibilità e' concesso solo al papa, il quale e' dunque
l'unico ad avere titolo di pontificare, lo dice la parola stessa...
Un omaggio alla lista
Roberto
Venturini.biz | Consulenze e Formazione per il Marketing e la Comunicazione
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