In risposta ad alcuni interventi, alcuni anche moderatamente polemici,
sulla chiusura di WMT, sulle cause, i problemi, gli abbonati, la sua
storia e i professionisti coinvolti, penso che al di là di molte
chiacchiere sia opportuno un intervento da parte mia che ci ho lavorato
dentro per un bel po', ho visto la sua chiusura, conosco le persone
coinvolte e mi reputo dotato di sufficiente spirito critico...ho
tanti altri difetti ma forse questa è una mia dote 
Questa è quindi la mail in risposta a Fabio Metitieri, e in conclusione un
analisi sicuramente veloce ma spero chiara dei motivi (a mio avviso, si
intende) della chiusura di WMT:
Era una rivista che campava senza pagare i collaboratori, senza
una redazione degna di questo nome, senza un progetto, senza
sapere chi fossero i lettori... E quali lettori? Tirata in non piu' di
5.000 copie, introvabile nelle edicole, e comunque a un prezzo folle,
riceveva un po' di diffusione solo quando veniva distribuita
gratuitamente in qualche convegno.
questa è la prima cosa che non capisco da dove gli viene.... se c'è una
cosa che non è vera è che WMT non pagava, i collaboratori sono stati sempre
pagati, magari con calma e non moltissimo ma sempre pagati /tranne in
redazione ma questo è un altro discorso)....non è vero che non si sapevano
chi erano i lettori, era forse la sua forza maggiore e il motivo per cui
potrebbe rinascere domani senza problemi, erano tutti lettori legati a
Bregani dalle origini e che Sonzini, Battaglia e altri avevano seguito sin
dall'inizio, io ho aggiunto i miei...5000 copie sparate a caso, le copie
erano di più, ma non sta a me dare cifre...che poi fosse
senza un progetto di marketing (bada bene non editoriale, il cui progetto
mi sembra molto chiaro non a caso è sempre stata la sua forza), di
distribuzione, di valorizzazione di immane questo forse sono d'accordo ed
è l'unico valido motivo che ha portato alla sua chiusura
Il discorso della redazione "degna di questo nome" nemmeno mi metto ad
affrontarlo, sappia solo questa persona che
eravamo in 2, io e il mio capo redattore Antonio Sonzini, io pagato per
stare mezza giornata e fermandomi spesso di più per fare tutto, dal lavoro
giornalistico a quello editoriale e di relazioni con l'esterno, insomma non
commento un'affermazione su un prodotto editoriale che tutto gli si poteva
dire tranne che la struttura redazionale non fosse efficiente per fare
uscire la rivista ogni mese con dei contenuti di qualità per la maggior
parte delle pagine pubblicate.
questo solo per fare solo poche critiche buoniste, senza ricordare
i tanti articoli "trendy" che hanno pubblicato in questi anni, veri
e propri deliri di questo o quel piccolo manager di successo della
niu economy, cose illeggibili, evidentemente pubblicate solo o
per far piacere a qualcuno o nel tentativo di simulare un mondo
per soli iniziati, tanto per affascinare i tanti wannabe del settore.
tutto vero, ma quale rivista non lo fa? viviamo in un paese in cui l'80%
della stampa nazionale è controllata da un solo uomo e il rimanente 20% da
pochissimi altri e stiamo a guardare se WMT pubblica un articolo delirante
di qualcuno solo per raccogliere della pubblicità? si chiama
"publi-redazionale" e da che mondo è mondo l'editoria si basa su
questo...non mi sembra del resto che WMt gni numero facesse operazioni
di questo tipo...che alcun contenuti fossero pallosi e deliranti,
ripeto, io per primo lo dico, ma le cose da fare c'erano
Nella crisi di oggi della stampa Ict (l'ultima vittima eccellente,
e in questo caso era veramente eccellente, e' il supplemento
Italia Oggi.it, chiuso da un mesetto), mi sarei stupito se non
fosse crollata anche un'operazione cosi' modaiola e raffazzonata
come Wmt. Che non mi sembra proprio il caso di rimpiangere.
Siamo come al punto uno. Il delirio in termini. Ma come si fa a definire WMT
un'operazione "modaliola" e "trendy"??? parlare di cultura digitale oggi
significa essere trendy se così fosse saremmo tutti a Buona Domenica e non
all'una del mattino a difendere una rivista che "raffazzonata" o meno come
dice il nostro amico va avanti dal 1997!!! 8 anni di pubblicazioni nel
settore It, un settore che per mortalità negli ultimi anni è secondo solo
alla moda dei locali a Milano che aprono e chiudono nel giro di una
stagione......definire WMT "raffazzonata" non merita quindi ulteriori
commenti
In conclusione il motivo della sua chiusura (spero momentanea) non è da
ricercarsi nella sua struttura editoriale, nella competenza di chi ci
lavorava o dei suoi collaboratori, anzi. A mio avvio, e l'ho sempre detto,
se hai una proprietà che non è una struttura editoriale professionale (DPM
Production, l'editore, essenzialmente è una web agency con interessi nel
settore dell'informatica altmente specializzata in ambiti di security e
storage di dati) e che soprattutto non mette la necessaria passione e
strategia di marketing e di business in un progetto delicato come Web
Marketing Tools il destino è segnato.
Il problema non erano gli uomini ma le strategie, e quelle da che mondo è mondo
le fanno i proprietari che decidono come gestire il loro giocattolo, che
evidentementemente, su questo concordo, è stato gestito molto male o in
maniera non professionale, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L'editoira in Italia è un mondo molto delicato, chi non lo conosce da dentro
farebbe bene a tacere, il settore dell'It è in crisi e chi ci lavora dentro e non
lo capisce è quantomeno profesisonalmente alienato...in un quadro di
questo tipo fanno fatica le testate con molti soldi, figuriamoci quelle
più piccole come WMT, se poi mal gestite dalle proprietà avranno sempre
difficoltà. Comunque mai disperare.
Un saluto a tutti e per chi vuole sono qui
Marco Mancuso