Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?

Buongiorno a tutti.

intervengo dai piedi della cattedra dell'esimio professor Metitieri solo
per lanciare alcuni spunti. il tono pontificante dello stesso è noto ai
frequentatori della lista.

Per sgombrare il campo dagli equivoci preciso che professionalmente non ho
nulla a che fare con wmt.

decidere di lanciare e portare avanti un'iniziativa editoriale tipo wmt
non penso sia cosa da poco e Fabio penso non si renda conto che c'è
qualcosa di altro oltre che passare le ciano delle pagine all'editore. Eh
si che ha scritto qualche libro.

La corretta combinazione di variabili quali
produzione-distribuzione-promozione correlate con un andamento del mercato
dell'editoria ict fortemente negativo possono indurre qualche editore a
chiudere delle testate (o a riposizionarle).

Anche alcune testate (non tutte) che hanno avviato collaborazioni con
Fabio stanno attraversando dei momenti difficili e personalmente non me la
sento di buttare la croce addosso solo a wmt.

Fabio scrive:

Era una rivista che campava senza pagare i collaboratori, senza
una redazione degna di questo nome, senza un progetto, senza
sapere chi fossero i lettori... E quali lettori? Tirata in non piu' di
5.000 copie, introvabile nelle edicole, e comunque a un prezzo folle,
riceveva un po' di diffusione solo quando veniva distribuita
gratuitamente in qualche convegno.

Scusa non irritarti, ma che io sappia i contenuti non vanno "un tanto al
chilo" e non si misurano con le copie della diffusione dichiarata.

La scelta dei canali distributivi (edicola o abbonamento) non è una
garanzia di qualità, quindi introvabile nelle edicole non significa nulla.
Potrei citarti alcune testate che diffondono la metà, costano il doppio,
oltre al direttore responsabile hanno SOLO collaboratori scelti
attentamente eppure i contenuti di ogni numero sono di altissimo livello e
vengono regolarmente ripresi in tutte le rassegne stampa e non solo.

Ancora:

.... i tanti articoli "trendy" ... veri e propri deliri di questo o quel
piccolo manager di
successo della niu economy, cose illeggibili, evidentemente pubblicate
solo o
per far piacere a qualcuno o nel tentativo di simulare un mondo
per soli iniziati, tanto per affascinare i tanti wannabe del settore.

Ti contraddici: se avessero dato un taglio consumer (come jack, ecc...)
nel periodo della niu economy avrebbero diffuso 150.000 copie invece erano
comunque articoli leggibili ma destinati a un target alto. Se fossero
state markette avrebbero portato fatturato e scongiurato la chiusura. Non
rientriamo quindi nella casistica da te citata.

Per i contenuti: Non ti nascondo che conservo ancora delle copie perchè
(tanto per fare UN nome) ci sono degli articoli di Venturini a mio avviso
belli, utili e attuali in quanto in un periodo di sballo da impression
trattavano dei fondamentali del mktg applicandoli all'online.

Infine:

Nella crisi di oggi della stampa Ict (l'ultima vittima eccellente,
e in questo caso era veramente eccellente, e' il supplemento
Italia Oggi.it, chiuso da un mesetto), mi sarei stupito se non
fosse crollata anche un'operazione cosi' modaiola e raffazzonata
come Wmt. Che non mi sembra proprio il caso di rimpiangere.

Non sono aggiornato ma riposizionare non è fare delle vittime: pensavo che
ItaliaOggi.it sia stato oggetto di un restyling grafico ed editoriale il
cui punto di arrivo è Circuits (al martedì) correggimi se sbaglio (ammetto
la mia ignoranza).

Non comprendo quindi tanto astio e dei giudizi così tranchant. Se devo
pensar male deduco che Bregani negli anni d'oro in cui scrivere su WMT era
importante agli occhi del popolo di smau, futurshow e first t. non ti ha
interpellato per sondare la tua disponibilità.
;)))))

Senza rancore ti ricordo che l'industria editoriale è più complicata se
vista dal punto di vista di chi deve portar margine (leggi management) e
non da quelli di un autore (leggi Fabio).

Non ti nascondo che se chiusura c'è stata sicuramente sono stati commessi
degli errori e pacatamente possiamo ragionarne.

A presto.

Krianza