Re: Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?

Ciao a tutti,

come prevedevo, il mio intervento su Wmt ha suscitato
diverse repliche, che almeno si staccano un po' dal coretto
di elogi mielosi che si e' letto in merito nei giorni scorsi,
iniziando se non altro ad ammettere che non tutti i contenuti
erano perfetti, che e' mancato un progetto di marketing, e
che qualche puttanata o tributo modaiolo tra gli articoli
c'era, e forse anche qualche marketta.

Rispondo molto in breve ad alcune osservazioni.

Marco Mancuso:

questa è la prima cosa che non capisco da dove gli viene.... se c'è una
cosa che non è vera è che WMT non pagava, i collaboratori sono stati
sempre
pagati,

Ne conosco almeno tre che non sono stati pagati, o
per nulla o non durante la prima vita della rivista (fino
alla prima chiusura). Non racconterei cose che non potrei
eventualmente provare e detesto che mi si dia del contapalle.
Tra l'altro, se consideri che in tutto conosco 4 persone che
hanno scritto su Wmt, e che a una non ho mai chiesto
informazioni in merito, statisticamente il risultato del
campione e' molto indicativo.

Del resto, anche Venturini (che e' un quinto vostro
collaboratore), seppure in modo un po' contraddittorio
e non del tutto chiaro, scrive:

Io con questi signori non ho mai avuto nessun contatto, se non una mia
dura
contestazione al fatto che non pagassero i miei articoli. Della serie: se
non vuoi pagare, va bene - almeno dillo - e io magari scrivo lo stesso,
come capitava all'inizio della rivista.
Quando pero' mandi la richiesta di fatturare gli articoli pubblicati e...
poi non paghi, allora si inizia a sentire puzza di bruciato.

Non e' vero, btw, che WMT non pagasse i collaboratori: io e altri
"storici"
(degli altri onestamente non so) venivamo pagati una cifra simbolica per
ogni articolo - ma la cosa fu una idea / iniziativa di Alberto Bregani,
eravamo felicissimi di scrivere a gratis (almeno io).

Riprende Marco Mancuso:

...5000 copie sparate a caso, le copie
erano di più, ma non sta a me dare cifre...che poi fosse

Notizia arrivatami indirettamente dalla redazione di Wmt,
relativa alla sua prima fase di vita. Non me la sono
inventata e non sparo mai nulla a caso. Anzi, per mia
esperienza, le redazioni di solito tendono ad aumentare
un po' la tiratura che raccontano, qundi se fossi cattivo
tenderei a pensare che le 5.000 copie fossero un massimo
storico.

insomma non
commento un'affermazione su un prodotto editoriale che tutto gli si
poteva
dire tranne che la struttura redazionale non fosse efficiente per fare

Be', su questo, ovviamente, ho dato solo il mio parere,
un po' da lettore - molto saltuario, a dire il vero - e un po'
ricostruito anche in base al modo demenziale in cui la
redazione gestiva i collaboratori. Se un progetto editoriale
c'era, in redazione lo nascondevano molto bene.

che poi fosse
senza un progetto di marketing (bada bene non editoriale, il cui progetto
mi sembra molto chiaro non a caso è sempre stata la sua forza), di
distribuzione, di valorizzazione

Anche, si'. Che poi e' anche quello che si rifletteva
nella sua introvabilita' nelle edicole, nel suo prezzo
(forse) fuori mercato, o - questo per bonta' non lo avevo
ricordato - sulle chiusure fatte senza mai avvisare gli
abbonati, con relative proteste anche su questa lista.
Ma, non essendo io un editore, su questi terreni non
mi esprimo, se non da lettore.

tutto vero, ma quale rivista non lo fa? viviamo in un paese in cui l'80%
della stampa nazionale è controllata da un solo uomo e il rimanente 20%
da pochissimi altri e stiamo a guardare se WMT pubblica un articolo
delirante
di qualcuno solo per raccogliere della pubblicità? si chiama
"publi-redazionale" e da che mondo è mondo l'editoria si basa su
questo...non mi sembra del resto che WMt gni numero facesse operazioni
di questo tipo...che alcun contenuti fossero pallosi e deliranti,
ripeto, io per primo lo dico, ma le cose da fare c'erano

No, non mi riferivo ai publi-redazionali (almeno credo
che non fossero dei publi-redazionali), ma a pezzi "trendy".
Comunque, su tutte le testate che conosco, i publi-redazionali
sono ben distinti in una sezione dedicata, con tanto di
titolatura "a cura della direzione pubblicita'" e senza firme
di giornalisti.

Passando di nuovo a Venturini, mi fa piacere che anche
lui noti:

E di puttanate ne sono uscite tante, anche perche' a stare in prima linea
in un mondo che si stava costruendo, e' inevitabile sbagliare. E qualche
scivolone modaiolo di certo c'e' stato.

E, andando un po' fuori tema, riprendo ancora Venturini,
con un timore condivisibile:

Se questo fosse il modello del XXI secolo vedo un possibile scenario dove
sulle riviste ci scrive solo chi ha bisogno di fare visibilita' a se'
stesso
o chi e' motivato da uno spirito missionario. E dove la generazione di
content diventa una specie di hobby da fare nei ritagli di tempo che
avanzano dopo il lavoro per il quale si viene pagati...;)

Un panorama possibile, data la crisi della stampa in
questo settore. Certo che se anche tu sei "felice di
scrivere a gratis", srotoli un bel tappeto rosso davanti
alla situazione che paventi.

Poi, non sono affatto d'accordo sulla sua (solita e
generica) accusa alla stampa specializzata, immagino
su quella a distribuzione controllata, a cui mi pare il
caso di rispondere:

Le brevi di cronaca le si leggono a gratis altrove e sono
generalmente manipolate...su WMT (almeno io, personalmente) non ho mai
visto ne' sentito di pressioni perche' uscisse una cosa piuttosto che un
altra - per fare un favore o per fare una marchetta.

Dove scrivo io non vedo pressioni di questo tipo.
Quando propongo un pezzo, le redazioni valutano
l'interesse della notizia e dell'argomento, e stop. Quando
mi fanno coprire una conferenza stampa o un'intervista,
sono io che valuto se vale la pena di scriverne o no. E
sono gia' passato per collaborazioni con 16 o 17 testate
(non ho voglia di fare il conto esatto). Una sola volta mi
hanno proposto una "piccola aggiunta" per accontentare
uno sponsor, cosa che naturalmente non ho fatto, ma - guarda
caso - non si trattava di una testata specializzata in Ict.
Chi su questo settore ci campa, credo, deve stare molto
attento a non fare di queste cazzate.

Poi scrive un tal Krianza:

Non ti nascondo che conservo ancora delle copie perchè
(tanto per fare UN nome) ci sono degli articoli di Venturini a mio avviso
belli, utili e attuali in quanto in un periodo di sballo da impression
trattavano dei fondamentali del mktg applicandoli all'online.

Non mi pare di aver detto che tutti i pezzi su Wmt
facessero schifo. Ho solo detto che c'erano diversi pezzi
modaioli e deliranti (o modaioli o puttanate, ha detto
Venturini). A mio avviso troppi per non danneggiare
il taglio complessivo della rivista e la sua immagine.

Non comprendo quindi tanto astio e dei giudizi così tranchant. Se devo
pensar male deduco che Bregani negli anni d'oro in cui scrivere su WMT
era
importante agli occhi del popolo di smau, futurshow e first t. non ti ha
interpellato per sondare la tua disponibilità

Non sono affatto astioso. Ero solo un po' stufo di un
coretto di elogi che mi pareva sterile. Mi pare che adesso
il discorso sia piu' equilibrato e piu' stimolante. E avete
una ben strana immagine di Wmt, o molto diversa dalla mia.
E' una rivista su cui io, per le cose che faccio di solito, avrei
trovato un po' sputtanante pubblicare. Diciamo non
compatibile con le altre cose che faccio o che vorrei fare.

Mario Ruzzolo, poi, chiude con un commento che mi
trova d'accordo, che equivale piu' o meno alla mia accusa
a Wmt di essere stata una rivista modaiola:

WMT presentava indiscutibilmente molte opinioni un po'
barocche, diciamo almeno rococo', ma facevano (e
tuttora fanno) parte del sistema che descriveva.

La verita' vera e' che quel sistema non piace piu' a
nessuno.

Per non allargare il discorso, infine, non rispondo ai
commenti fatti su Virtual, Zerouno, ecc. Gia' discutere
soltanto di Wmt mi pare piu' che sufficiente, e poi mi
pare infantile che si controbatta alle critiche a Wmt con
un "ma lo fanno tutti".

Su Italia Oggi.it, parlo solo da abbonato. Sono stato per
un anno (fino alla settimana scorsa, mi pare) abbonato
all'uscita del sabato, e nessuno mi ha informato della
chiusura del supplemento .it ne' di qualcosa di equivalente
al martedi', anche se mi sono gia' arrivati - per posta cartacea -
due solleciti per rinnovare l'abbonamento (evidentemente
questa carenza direi bestiale nel marketing o nel Crm o
chiamatelo come vi pare, e' un vizio diffuso, non solo di
Wmt). Naturalmente non rinnovo l'abbonamento.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri - Icq n. 8312289
"Take me to the movies, 'cause I like to sit in the dark" (Laurie
Anderson)