Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?

Che fatica scrivere della chiusura di WMT. Ma dati gli ultimi interventi
"cattivelli" mi sento in dovere di farlo.

Premetto che ho tutti i primi 40 e rotti numeri, che conservo molto
gelosamente dato che molte cose scritte anni fa sono attualissime anche
oggi.

Seconda considerazione: ho affermato pubblicamente durante convegni sulla
net-economy che hanno avuto eco sulla stampa nazionale, con Ministri
presenti, che è stato grazie a WMT che tali convegni e dibattiti si sono
tenuti e, proprio questi convegni, hanno stimolato molta attività
strategica sull'argomento da parte di una nota Istituzione nazionale.

Detto questo non posso fare altro che ricordare con grande affetto la
sensazione di meraviglia che mi dava la lettura di WMT agli albori del
fenomeno definito new economy (oggi in qualche modo deriso ma che ha
indubbiamente cambiato la vita a molti lettori della lista), che WMT è
stata certamente una delle pochissime testate italiane ad analizzare e
cercare di capire il fenomeno nel profondo, rispetto a tutte le altre che
ne parlavano in toni entusistici e nella più totale ingoranza, travolti
dalla euforia giornalistica della bolla.

Se dovessimo prendere tutti gli articoli e i fiumi di parole pubblicati
dalle varie testate (includendo i più autorevoli quotidiani a livello
nazionale) e evidenziare a posteriori le castronerie scritte nel periodo
della new economy, sono pronto a scommettere che sul totale delle parole
pubblicate la percentuale sottolineata con l'evidenziatore su WMT sarebbe
molto bassa. Non so se ho reso l'idea.

E tutte quelle castronerie hanno fatto certamente un grosso danno:
scoppiata la bolla gli imprenditori, dopo aver perso parecchi soldi del
prorpio prtafoglio personale, hanno pensato: "vedi, avevo ragione io:
internet non serve a nulla... ho fatto bene a non investire con l'azienda
e... non serve spenderci dei soldi" con un danno enorme sullo sviluppo del
paese. Quindi, per favore, non spariamo su WMT!

Da dove deriva la tristezza nell'apprendere della sua chiusura?
Certamente dalla consapevolezza che, come osservato da molti che hanno
scritto sulla lista, non ultimo lo stimato amico Roberto Venturini, questo
fatto denota in modo chiaro un malessere nazionale: la diffusa
superficialità con cui sono trattati i vari temi afferenti alla
net-economy dalle teste pensanti italiane. E qui includo tutti:
imprenditori, docenti universitari, studenti, manager.

Gli approfondimenti interessano a pochi (evidentemente non sufficienti a
mantenere in vita la rivista) e penso che sia questo il vero motivo della
chiusura di WMT che, ahinoi, si va ad unire a quelle molte "croci
virtuali" del cimitero dei pionieri nella new economy ai quali però
nessuno potrà levar il merito di aver fatto tanto, come battistrada, nella
creazione di una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte dalla
rete per comunicare, vendere e gestire meglio le attività di impresa.

Salutoni alla lista. E a WMT. E agli amici che continueranno a conservare
gelosamente le loro copie... anche se forse ormai non gli interessava più
leggerle perchè, forse, hanno ormai capito abbastanza.

Matteo Meroni