Ciao Lista,
ho notato che, nonostante la notizia sia ormai vecchia di qualche giorno,
nessuno ha sottolineato questa importante novita' (negativa) nel panorama
del marketing italiano.
WebMarketingTools, la rivista che per prima ha creduto nelle possibilita'
della rete di diventare un'opportunita' di marketing per le imprese,
chiude silenziosamente.
Quando ho letto l'email dell'annuncio mi e' sembrato incredibile che una
rivista rivolta ai professionisti, quelli veri, che ha sempre avuto una
linea editoriale precisa e attenta ai contenuti e mai alle mode, potesse
giungere ad una simile decisione.
Non ci resta che prendere atto che se un progetto chiude e' perche' non vi
sono sufficienti clienti a sostenerlo. Sarebbe da pazzi per una societa'
cancellare una fonte di reddito (a meno di non scomodare tristemente noti
motivi politici).
E' quindi colpa nostra, professionisti troppo indietro per apprezzare dei
contenuti cosi' avanti (forse troppo)?
O e' forse colpa "loro" che non hanno saputo rendere pratici e concreti
una serie di argomenti che, alla fine, un professionista deve applicare al
suo contesto?
Personalmente non ho mai letto su WMT le banalita' che ritrovavo su altre
riviste che vendevano anche di piu'. Anzi ho sempre notato che su WMT un
argomento appariva almeno 6 mesi prima che venisse preso in considerazione
dagli altri.
Mi piacerebbe conoscere l'opinione della lista e di chi ha lavorato al
progetto WMT, se c'e' qualcuno in ascolto.
Un saluto a tutti
Manlio
Strumenti per la competitivita' della PMI
www.partner.it/go.asp?id=mlist
.. per imprenditori e managers.
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Donato PaolinoCiao Manlio e grazie della scioccante segnalazione.
Sarà il caso finalmente di sostenere che Internet non paga????
Sarà cioè il caso di capire una buona volta che internet sta cambiando e
che il "mazziatone" di due anni fa ("mazziatone" in napoletano è
equivalente a "scaricata di botte") produce i suoi effetti ancora oggi?
Vogliamo una buona volta capire miei cari che se decidiamo di aprire un
negozio di ortofrutta abbiamo margini di guadagno superiori rispetto a una
qualsiasi attività collegata sul web (a parte pochissime e virtuose
eccezioni : vedi la "febbre" ebay e simili).
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Alessandro Alfonso il 30 Novembre 2004 - 17:13Secondo me web marketing tools ha subito una cinica legge del mercato.
E non drammatizziamo sulla morte del marketing online, non e'
assolutamente cosi'.
Chiude perche' non c'e' piu' nessuno disposto a comprarlo, io ad esempio
sono uno di questi.
Non ho fatto richiesta alla mia azienda di rinnovare l'abbonamento, e il
motivo e' molto semplice: non era piu' interessante.
I motivi forse sono banali e normali (e cito anche la chiusura di Internet
News, che con i cd dei migliori software era un acquisto obbligato negli
anni del boom): Internet e' passata da una fase pionieristica ad una fase
piu' matura, e ritengo piu' conveniente confrontarmi direttamente e
gratuitamente con voi, ed e' solo un esempio, rispetto a leggere wmtools.
Su questo discorso ho avuto una discussione piuttosto accesa con
Martignago di apogeonline, che mi ha insultato, giusto per non andare
lontano, con argomenti da no-global del web: a me pare un ossimoro.
Una rivista deve avere la capacità di rinnovarsi e di non diventare
autistica: quando ci si ripete sempre le stesse cose all'interno dello
stesso gruppo, con le stesse considerazioni rimodulate a seconda della
convenienza, e' meglio mandarsi una email, no? costa meno e si tagliano
meno alberi.
DI Internet "in divenire" (web mktg e non solo) si parlerà principalmente
SU Internet. Gratis.
Negli USA, e' gia successo e nessuno si e' stracciato le vesti. Qualcuno
si e' rinnovato (magari vendendo, come Wired), qualcuno ha chiuso. Sara'
morto anche li il web marketing?
saluti
alessandro alfonso
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Daniele ContiniCiao,
Concordo pienamente sul fatto che WMTools sia stato un ottimo strumento
per tutti gli addetti ai lavori e non posso che confermare la qualita' dei
contenuti pubblicati.
Detto questo, credo che i fattori che possono aver contribuito alla
chiusura siano molteplici:
piu' sugli abbonamenti. Spesso pero' e' l'azienda che puo' permettersi di
pagare gli 85 € di abbonamento e in tempi di ristrettezze gli abbonamenti
sono tra le prime cose che saltano insieme alla pubblicita' di cui sopra.
argomenti di interesse relativi al webmarketing, sia su siti italiani che
(soprattutto) esteri. Su internet le informazioni saranno meno dettagliate
ma sono subito e gratis.
marketing tout-court. Oggi qualsiasi "markettaro" serio non puo'
prescindere dal web per pensare una strategia di mktg multicanale.
conivolto su tematiche di webmkt mi sono trovato spesso a leggere solo un
paio articoli su tutta la rivista perche' gli altri erano o troppo
tecnici/specifici o comunque molto lunghi/impegnativi.
Detto questo resta pienamente positivo il giudizio sulla rivista e sui
collaboratori e confido che il tutto possa ripartire, magari sotto altra
forma (inserto o allegato di altre riviste, newsletter a pagamento in pdf,
rivista online o quant'altro..)
Saluti,
Daniele
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Matteo MeroniChe fatica scrivere della chiusura di WMT. Ma dati gli ultimi interventi
"cattivelli" mi sento in dovere di farlo.
Premetto che ho tutti i primi 40 e rotti numeri, che conservo molto
gelosamente dato che molte cose scritte anni fa sono attualissime anche
oggi.
Seconda considerazione: ho affermato pubblicamente durante convegni sulla
net-economy che hanno avuto eco sulla stampa nazionale, con Ministri
presenti, che è stato grazie a WMT che tali convegni e dibattiti si sono
tenuti e, proprio questi convegni, hanno stimolato molta attività
strategica sull'argomento da parte di una nota Istituzione nazionale.
Detto questo non posso fare altro che ricordare con grande affetto la
sensazione di meraviglia che mi dava la lettura di WMT agli albori del
fenomeno definito new economy (oggi in qualche modo deriso ma che ha
indubbiamente cambiato la vita a molti lettori della lista), che WMT è
stata certamente una delle pochissime testate italiane ad analizzare e
cercare di capire il fenomeno nel profondo, rispetto a tutte le altre che
ne parlavano in toni entusistici e nella più totale ingoranza, travolti
dalla euforia giornalistica della bolla.
Se dovessimo prendere tutti gli articoli e i fiumi di parole pubblicati
dalle varie testate (includendo i più autorevoli quotidiani a livello
nazionale) e evidenziare a posteriori le castronerie scritte nel periodo
della new economy, sono pronto a scommettere che sul totale delle parole
pubblicate la percentuale sottolineata con l'evidenziatore su WMT sarebbe
molto bassa. Non so se ho reso l'idea.
E tutte quelle castronerie hanno fatto certamente un grosso danno:
scoppiata la bolla gli imprenditori, dopo aver perso parecchi soldi del
prorpio prtafoglio personale, hanno pensato: "vedi, avevo ragione io:
internet non serve a nulla... ho fatto bene a non investire con l'azienda
e... non serve spenderci dei soldi" con un danno enorme sullo sviluppo del
paese. Quindi, per favore, non spariamo su WMT!
Da dove deriva la tristezza nell'apprendere della sua chiusura?
Certamente dalla consapevolezza che, come osservato da molti che hanno
scritto sulla lista, non ultimo lo stimato amico Roberto Venturini, questo
fatto denota in modo chiaro un malessere nazionale: la diffusa
superficialità con cui sono trattati i vari temi afferenti alla
net-economy dalle teste pensanti italiane. E qui includo tutti:
imprenditori, docenti universitari, studenti, manager.
Gli approfondimenti interessano a pochi (evidentemente non sufficienti a
mantenere in vita la rivista) e penso che sia questo il vero motivo della
chiusura di WMT che, ahinoi, si va ad unire a quelle molte "croci
virtuali" del cimitero dei pionieri nella new economy ai quali però
nessuno potrà levar il merito di aver fatto tanto, come battistrada, nella
creazione di una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte dalla
rete per comunicare, vendere e gestire meglio le attività di impresa.
Salutoni alla lista. E a WMT. E agli amici che continueranno a conservare
gelosamente le loro copie... anche se forse ormai non gli interessava più
leggerle perchè, forse, hanno ormai capito abbastanza.
Matteo Meroni
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Giordano il 24 Novembre 2004 - 11:54Un saluto alla Lista e a Manlio,
la notizia mi risulta nuova. Ricevo la loro NL mensile e non si accenna al
fatto da te citato. Sul loro sito, almeno in HP non se ne parla.
Come mai anche loro sono così silenziosi?
Mi sembra di ricordare però che non sia la prima volta che WMTools, corra
questo rischio
Mi occupo e mi interesso di marketing da qualche anno.
Sono iscritto alla lista di Elena da prima che diventasse Mlist.
Sentendo parlare spesso e bene di Wmtools e vedendo che alcuni dei
professionisti che scrivono in lista e professionalmente ammiro, scrivono
a volte anche sulla rivista, ho deciso di fare un abbonamento "test" di
sei mesi.
La rivista mi è piaciuta moltissimo.
Il progetto grafico originale, i disegni e ovviamente i contributi:
precisi, puntuali e come dici giustamente tu, spesso anticipatori di
notizie ed eventi.
Se fosse vero quello che dici sarei molto dispiaciuto e se potesse servire
effettivamente, sarei tentato di sottoscrivere un nuovo abbonamento per
mantenerlo in vita, almeno un altro po'.
Anche se il motivo per cui non ho rinnovato l'abbonamento alla fine dei
sei mesi è stato ESCLUSIVAMENTE il costo della rivista, per me un po'
troppo caro (questo non vuol dire che non valga i soldi che chiedono).
Certo bisognerebbe anche capire la scelta dei vertici DPM a cosa sia
dovuta.
Ora vado forse in OT:
Da due anni ormai sono abbonato ad un quotidiano che ogni anno rischia di
chiudere battenti per mancanza di soldi. E ogni anno si assicura la
sopravvivenza per i 365 giorni successivi grazie agli abbonamenti dei
lettori "fidelizzati".
Certo le due situazioni descritte, sono un bel po' diverse, ma a fronte di
siti, riviste e altre fonti di informazione straripanti di pubblicità, che
parlano o provano a parlare di comunicazione (nell'accezione più ampia del
termine), credo WMTools, meriti un'attenzione particolare.
Un saluto a tutti e un in bocca la lupo a WMTOOLS
Giordano
gdesanctisATkeywordsintl.it
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Marcella Luzzi il 29 Novembre 2004 - 08:53Ciao Giordano,
Credo purtroppo che la notizia abbia molte probabilità di essere vera.
Infatti io sono abbonata alla rivista,o almeno credevo di esserlo, non ho
verificato la scadenza ma da vari mesi non ricevo più la rivista e NESSUNO
si è preoccupato di chiedermi di rinnovare l'abbonamento.
Mi dispiace perchè come tu stesso rilevavi , i contenuti della rivista
erano notevoli, infatti non credo che mi abbonerò ad altre riviste del
settore se WMTools chiuderà, in caso contrario sarò ben lieta di
rinnovare l'abbonamento.
Ciao a tutti e tanti auguri a WM Tools
Marcella Luzzi
luzzi [at] pcg [dot] it
PCG srl
V. Nettunense Km 6,500
00040 Ariccia (RM)
tel 069343677
cell 3384751623
www.pcg.it
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Sabino Martiradonna il 24 Novembre 2004 - 08:47Ciao Manlio,
anch'io ho saputo, con delusione grande sino all'amarezza, che alla fine
hanno chiuso i battenti. Sono un abbonato "totale" alla rivista, ossia ne
possiedo con soddisfazione tutti i numeri. Figurati come ho appreso la
notizia.
Tieni conto che avevano già avuto una prima defaillance, ma poi sono
ripartiti. Da fonti dirette mi dicono che stavolta non ci sarà nulla da fare.
I perchè di un crollo per una rivista "leader" (nessuna come lei) in un
settore emergente (e che settore...) non ne trovo, sinceramente. E' certo
che potenzialità non è in discussione (per me).
L'unico fattore che posso immaginare è che non hanno trovato un buon
sistema distributivo in funzione del target, che non è quello di "internet
news" o altre simili che invece prosperano.
Per me potevano anche aumentarne il prezzo, ora che ci penso non mi è mai
venuto in mente di calcolarlo sulla rivista singola. E' stato un
abbonamento da fare a scatola chiusa, anche quando facevo un altro
mestiere.
Potevano anche chiedercelo, un 10% non lo avrei negato di sicuro.
Delle due l'una: imperizia o cecità. A torto sicuramente.
Cordialità. Sabino.
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Saul BurtonEhm... adesso risponderò forse in modo un pò accalorato,
mi scuso se sembro aggressivo ma questa è una cosa che
mi appassiona e mi sta molto a cuore:
Ah ah ah. Scusa la risata (quasi sarcastica) ma non posso trattenermi.
Internet non paga??? INTERNET non paga???
Ma chi non paga? Internet non paga chi non sa usarla...
Ti posso portare ad esempio centinaia di casi di persone
e aziende che vivono felicemente grazie all'uso esclusivo
di internet. Altre aziende invece falliscono ma è veramente
colpa di internet? Secondo me, tutte le volte che una
persona/azienda fallisce è sempre pronta ad accusare
"la fase di transizione" ... "la congiuntura economica
mondiale" ... "il periodo di crisi" ... "internet non paga"
Quanti sono quelli che onestamente ammettono:
"Ho fatto delle cazzate... forse era meglio un approccio
diverso".
Internet non paga... tze. Vallo a dire ad Allen Says,
Marlon Sanders, Jim Edwards, Armand Morin, Jimmy D.
Brown, John Reese, Paul Myers, Willie Crawford, Jack
Humphrey... E ti dirò di più. Se ti stai chiedendo "ma chi
sono questi qua? chi li conosce?" ecco spiegato perchè
a tuo avviso internet non paga. Ti mancano delle informazioni
vitali per conoscere il marketing online.
Un paragone per capire meglio: è come se un religioso
cristiano non conoscesse gli apostoli... Ora non fraintendetemi:
non idolizzo queste persone, ma li considero veramente
tra i fondatori del webmarketing. Quelli meno accademici,
quelli che FANNO invece che insegnare a fare... per
poi fallire...
Chiunque si occupi di marketing online e non conosce
neanche uno di questi nomi... beh, non fatemelo dire
Insomma: internet non paga chi non ha voglia di fare
ricerca e studiare per benino come si lavora su internet.
WMTools ha chiuso? Si vede che anche loro hanno
fatto degli errori. Non è certamente colpa di internet
che non paga.
Cordiali Saluti,
Saul A.J. Burton
http://HowToSell.info
News for Infopreneurs
PS. Il primo dicembre smetto di lavorare offline e inizio
a lavorare solo online: alla faccia dell'internet che non
paga!
Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Fabio Metitieri il 26 Novembre 2004 - 14:39Ciao a tutti,
Saul A. J. Burton:
Eh, si', diciamolo, in questo coretto di elogi mielosi per Wmt.
Era una rivista che campava senza pagare i collaboratori, senza
una redazione degna di questo nome, senza un progetto, senza
sapere chi fossero i lettori... E quali lettori? Tirata in non piu' di
5.000 copie, introvabile nelle edicole, e comunque a un prezzo folle,
riceveva un po' di diffusione solo quando veniva distribuita
gratuitamente in qualche convegno.
E questo solo per fare solo poche critiche buoniste, senza ricordare
i tanti articoli "trendy" che hanno pubblicato in questi anni, veri
e propri deliri di questo o quel piccolo manager di successo della
niu economy, cose illeggibili, evidentemente pubblicate solo o
per far piacere a qualcuno o nel tentativo di simulare un mondo
per soli iniziati, tanto per affascinare i tanti wannabe del settore.
Nella crisi di oggi della stampa Ict (l'ultima vittima eccellente,
e in questo caso era veramente eccellente, e' il supplemento
Italia Oggi.it, chiuso da un mesetto), mi sarei stupito se non
fosse crollata anche un'operazione cosi' modaiola e raffazzonata
come Wmt. Che non mi sembra proprio il caso di rimpiangere.
Ciao e tutti, Fabio.
-- Fabio Metitieri - Icq n. 8312289
"Take me to the movies, 'cause I like to sit in the dark" (Laurie
Anderson)
Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Krianza@katamail.com il 30 Novembre 2004 - 12:52Buongiorno a tutti.
intervengo dai piedi della cattedra dell'esimio professor Metitieri solo
per lanciare alcuni spunti. il tono pontificante dello stesso è noto ai
frequentatori della lista.
Per sgombrare il campo dagli equivoci preciso che professionalmente non ho
nulla a che fare con wmt.
decidere di lanciare e portare avanti un'iniziativa editoriale tipo wmt
non penso sia cosa da poco e Fabio penso non si renda conto che c'è
qualcosa di altro oltre che passare le ciano delle pagine all'editore. Eh
si che ha scritto qualche libro.
La corretta combinazione di variabili quali
produzione-distribuzione-promozione correlate con un andamento del mercato
dell'editoria ict fortemente negativo possono indurre qualche editore a
chiudere delle testate (o a riposizionarle).
Anche alcune testate (non tutte) che hanno avviato collaborazioni con
Fabio stanno attraversando dei momenti difficili e personalmente non me la
sento di buttare la croce addosso solo a wmt.
Fabio scrive:
Scusa non irritarti, ma che io sappia i contenuti non vanno "un tanto al
chilo" e non si misurano con le copie della diffusione dichiarata.
La scelta dei canali distributivi (edicola o abbonamento) non è una
garanzia di qualità, quindi introvabile nelle edicole non significa nulla.
Potrei citarti alcune testate che diffondono la metà, costano il doppio,
oltre al direttore responsabile hanno SOLO collaboratori scelti
attentamente eppure i contenuti di ogni numero sono di altissimo livello e
vengono regolarmente ripresi in tutte le rassegne stampa e non solo.
Ancora:
Ti contraddici: se avessero dato un taglio consumer (come jack, ecc...)
nel periodo della niu economy avrebbero diffuso 150.000 copie invece erano
comunque articoli leggibili ma destinati a un target alto. Se fossero
state markette avrebbero portato fatturato e scongiurato la chiusura. Non
rientriamo quindi nella casistica da te citata.
Per i contenuti: Non ti nascondo che conservo ancora delle copie perchè
(tanto per fare UN nome) ci sono degli articoli di Venturini a mio avviso
belli, utili e attuali in quanto in un periodo di sballo da impression
trattavano dei fondamentali del mktg applicandoli all'online.
Infine:
Non sono aggiornato ma riposizionare non è fare delle vittime: pensavo che
ItaliaOggi.it sia stato oggetto di un restyling grafico ed editoriale il
cui punto di arrivo è Circuits (al martedì) correggimi se sbaglio (ammetto
la mia ignoranza).
Non comprendo quindi tanto astio e dei giudizi così tranchant. Se devo
))))
pensar male deduco che Bregani negli anni d'oro in cui scrivere su WMT era
importante agli occhi del popolo di smau, futurshow e first t. non ti ha
interpellato per sondare la tua disponibilità.
Senza rancore ti ricordo che l'industria editoriale è più complicata se
vista dal punto di vista di chi deve portar margine (leggi management) e
non da quelli di un autore (leggi Fabio).
Non ti nascondo che se chiusura c'è stata sicuramente sono stati commessi
degli errori e pacatamente possiamo ragionarne.
A presto.
Krianza
Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Mario Ruzzolo il 30 Novembre 2004 - 10:53Fabio,
condivido le tue critiche sulla mancanza di un piano
editoriale per la rivista.
Cio' che non condivido e' questo. Hai mai visto un
mensile che in una qualche misura non sia modaiolo e
non parli di trend? Ti risulta che un mensile possa
essere vincente per le notizie fresche? O per gli
approfondimenti scientifici? Mica si parla di scienza:
ad essere pubblicate erano opinioni.
Del resto, non per fare il Taormina della situazione,
ma mi pare che Virtual, rivista di cui avevo tutti i
numeri, con cui tu hai collaborato, non abbia avuto
sorte migliore. ZeroUno, altra rivista con cui
collabori, e' (a mio modestissimo avviso) una raccolta
di redazionali e pubblicita', inguardabile. Come
sempre, si tratta di decidere da che parte stare.
WMT presentava indiscutibilmente molte opinioni un po'
barocche, diciamo almeno rococo', ma facevano (e
tuttora fanno) parte del sistema che descriveva.
La verita' vera e' che quel sistema non piace piu' a
nessuno.
Un saluto a tutti,
Mario
Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Daniele Rossi il 30 Novembre 2004 - 16:54Ciao alla lista, e ciao a Fabio,
provocatorio il tuo intervento ...
La mia opinione?
A me WMT piaceva, ricordo che i numeri 1 e 2 li ho comprati in edicola (la
.
copertina bianca "esplodeva" nel marasma di colore di
tutte le altre pubblicazioni e non ho potuto non comprarla
Sono ops, ero un abbonato.
Forse sarò un "wannabe" come dici tu, ma io qualche volta ho trovato degli
"spunti" che poi si sono tradotti in vero e proprio
business ... (ancora oggi attingo ad un "mitico" articolo di Venturini sul
brief di progetto. A proposito grazie Roberto, anche se
non ci conosciamo) non solo per quello che c'era scritto negli articoli,
ma anche per qualche idea che partiva da semplici spunti di
"marketing" (non solo web)
Penso che WMT fosse una rivista da "leggere con calma" (scusate, ma se lo
, da criticare per certe sue cose (che
scopo di un mensile dovesse essere quello di dare le
notizie dell'ultim'ora, allora non dovrebbe esistere alcun mensile ...
tanto c'è internet
poi saranno diverse da persona a persona), ma che tentava di fare
approfondimenti, suggerire ...
Sinceramente per una rivista di questo tipo il prezzo non mi sembrava poi
un'esagerazione, e ben venga se qualcuno la vorrà
distribuire su web, anche se la cara vecchia carta (eresia parlare di
carta in questa lista?).
Errori ci saranno sicuramente stati se chiude, peccato però, perchè nel
panorama italiano di riviste tipo WMT (non solo in ambito
ict) ce ne sono veramente poche.
Saluti alla lista.
Daniele
Re: Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Gaia Provvedi il 3 Dicembre 2004 - 17:05Salve a tutti,
Pienamente d’accordo con gli ultimi interventi e felice di aver letto
anche un punto di vista un pochino più critico da chi ha vissuto
l'esperienza WMt anche da attore e non solo da spettatore, mi chiedo
adesso se come lettori possiamo fare qualcosa per una nuova "resurrezione"
di WMT.
Mi chiedo soprattutto quanti di noi sarebbero disponibili a partecipare in
qualche modo a creare qualche possibile soluzione.
Per me la rivista è stata forse anche uno stimolo per appassionarmi alla
professione e per capire la differenza tra chi "vende" web marketing come
prodotto e chi lo costruisce, lo alimenta lo fa crescere con il proprio
lavoro e la propria serietà.
Qualcosa di unico che mi ha aiutato quando ancora leggevo con spirito di
ricerca da ex-studente, e mi ha poi accompagnato nella professione
intrapresa, per crescere e capire, per avere stimoli e per essere in
contatto con un mondo imprenditoriale e intellettuale che qui in Toscana
ancora non è facile incontrare. Qui da noi non fioccano eventi, fiere o
occasioni di confronto con addetti al settore, e leggere di voi, di un
mondo che qui davvero è ancora lontano, mi è sempre risultato prezioso e
insostituibile.
Leggere, appunto, leggere su carta.
Sarò anche "eretica" a parlare di carta su questa lista, ma credo che in
fondo l'amore per la lettura che sia di libri, giornali o riviste, è
qualcosa che per la maggior parte di noi non può e non deve essere
sostituito dalla lettura video in rete. C'è diversità nel mezzo e nella
fruizione, come di spazio espressivo e di comunicazione.
Spero vivamente che esista una soluzione duratura per noi lettori e
abbonati e per coloro che partecipavano attivamente alla rivista.
Mancherebbe uno strumento "unico" nel suo genere, prezioso per chi sa e
può apprezzarne le caratteristiche.
Tante altre riviste di settore a parere mio non hanno lo stesso spessore.
Se conoscete altre riviste del genere di cui io non ho conoscenza è forse
anche perché qui nelle edicole non si trova niente del genere ( WMT l'ho
conosciuta a Milano e per riceverla era "d'obbligo" l'abbonamento).
Ho cercato una "sostituzione", qualcuno sa dirmi ad esempio di che
"livello" è NetForum?
Mi chiedo un'altra cosa: anche Internet News è diventata Internet.Pro e si
riceve solo su abbonamento...e poi che fine hanno fatto altri tentativi di
pubblicazioni in ambito e-commerce e web (ricordo Commercio elettronico e
Business 2.0 diventato LabItalia per comunicatori pubblici...)?
Non è che forse sintomatico di una "cultura" che è ancora appannaggio di
professionsiti del settore che ancora non fanno numero e non sono
"riconosciuti" come "consumatori" dalle logiche di mercato?
Voglio dire in edicola fioccano riviste per tecnici informatici e
sviluppatori, possibile che per un numero di professionisti che fanno e
lavorano "di" e "per" il web non ci sia posibilità di far vivere un
prodotto editoriale del genere?
Forse ancora non abbiamo raggiunto un numero ed una identità professionale
di settore che sia interessante per un editore "serio"?
Dott.sa Gaia Provvedi
Comunicazione e marketing in rete
www.logicalweb.it
Re: Re: Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Fabiano Lazzarini il 10 Dicembre 2004 - 15:16Buongiorno Gaia! e a tutti voi della lista.
Sono Fabiano Lazzarini, direttore di Netforum nonchè lettore silente della
).
lista di Elena (Ciao Elena
In relazione a
vorrei offrire a Gaia e a chi mi invierà una mail a flazzarini [at] ediforum [dot] it con i
suoi dati, l'opportunità di ricevere un paio di numeri di Netforum
gratuitamente, in modo che sia possibile farsi un'idea in modo autonomo. In
tutti i casi Netforum è molto diverso da WmTools, testata che leggevo con
piacere.
Ps: spero di riuscire a inserire i nominativi in tempo per il numero di
dicembre, che normalmente viene postalizzato verso il 20 del mese,
altrimenti si salta al primo numero del 2005.
tks
bye
f
Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Marco MancusoIn risposta ad alcuni interventi, alcuni anche moderatamente polemici,
sulla chiusura di WMT, sulle cause, i problemi, gli abbonati, la sua
storia e i professionisti coinvolti, penso che al di là di molte
chiacchiere sia opportuno un intervento da parte mia che ci ho lavorato
dentro per un bel po', ho visto la sua chiusura, conosco le persone
coinvolte e mi reputo dotato di sufficiente spirito critico...ho
tanti altri difetti ma forse questa è una mia dote
Questa è quindi la mail in risposta a Fabio Metitieri, e in conclusione un
analisi sicuramente veloce ma spero chiara dei motivi (a mio avviso, si
intende) della chiusura di WMT:
questa è la prima cosa che non capisco da dove gli viene.... se c'è una
cosa che non è vera è che WMT non pagava, i collaboratori sono stati sempre
pagati, magari con calma e non moltissimo ma sempre pagati /tranne in
redazione ma questo è un altro discorso)....non è vero che non si sapevano
chi erano i lettori, era forse la sua forza maggiore e il motivo per cui
potrebbe rinascere domani senza problemi, erano tutti lettori legati a
Bregani dalle origini e che Sonzini, Battaglia e altri avevano seguito sin
dall'inizio, io ho aggiunto i miei...5000 copie sparate a caso, le copie
erano di più, ma non sta a me dare cifre...che poi fosse
senza un progetto di marketing (bada bene non editoriale, il cui progetto
mi sembra molto chiaro non a caso è sempre stata la sua forza), di
distribuzione, di valorizzazione di immane questo forse sono d'accordo ed
è l'unico valido motivo che ha portato alla sua chiusura
Il discorso della redazione "degna di questo nome" nemmeno mi metto ad
affrontarlo, sappia solo questa persona che
eravamo in 2, io e il mio capo redattore Antonio Sonzini, io pagato per
stare mezza giornata e fermandomi spesso di più per fare tutto, dal lavoro
giornalistico a quello editoriale e di relazioni con l'esterno, insomma non
commento un'affermazione su un prodotto editoriale che tutto gli si poteva
dire tranne che la struttura redazionale non fosse efficiente per fare
uscire la rivista ogni mese con dei contenuti di qualità per la maggior
parte delle pagine pubblicate.
tutto vero, ma quale rivista non lo fa? viviamo in un paese in cui l'80%
della stampa nazionale è controllata da un solo uomo e il rimanente 20% da
pochissimi altri e stiamo a guardare se WMT pubblica un articolo delirante
di qualcuno solo per raccogliere della pubblicità? si chiama
"publi-redazionale" e da che mondo è mondo l'editoria si basa su
questo...non mi sembra del resto che WMt gni numero facesse operazioni
di questo tipo...che alcun contenuti fossero pallosi e deliranti,
ripeto, io per primo lo dico, ma le cose da fare c'erano
Siamo come al punto uno. Il delirio in termini. Ma come si fa a definire WMT
un'operazione "modaliola" e "trendy"??? parlare di cultura digitale oggi
significa essere trendy se così fosse saremmo tutti a Buona Domenica e non
all'una del mattino a difendere una rivista che "raffazzonata" o meno come
dice il nostro amico va avanti dal 1997!!! 8 anni di pubblicazioni nel
settore It, un settore che per mortalità negli ultimi anni è secondo solo
alla moda dei locali a Milano che aprono e chiudono nel giro di una
stagione......definire WMT "raffazzonata" non merita quindi ulteriori
commenti
In conclusione il motivo della sua chiusura (spero momentanea) non è da
ricercarsi nella sua struttura editoriale, nella competenza di chi ci
lavorava o dei suoi collaboratori, anzi. A mio avvio, e l'ho sempre detto,
se hai una proprietà che non è una struttura editoriale professionale (DPM
Production, l'editore, essenzialmente è una web agency con interessi nel
settore dell'informatica altmente specializzata in ambiti di security e
storage di dati) e che soprattutto non mette la necessaria passione e
strategia di marketing e di business in un progetto delicato come Web
Marketing Tools il destino è segnato.
Il problema non erano gli uomini ma le strategie, e quelle da che mondo è mondo
le fanno i proprietari che decidono come gestire il loro giocattolo, che
evidentementemente, su questo concordo, è stato gestito molto male o in
maniera non professionale, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L'editoira in Italia è un mondo molto delicato, chi non lo conosce da dentro
farebbe bene a tacere, il settore dell'It è in crisi e chi ci lavora dentro e non
lo capisce è quantomeno profesisonalmente alienato...in un quadro di
questo tipo fanno fatica le testate con molti soldi, figuriamoci quelle
più piccole come WMT, se poi mal gestite dalle proprietà avranno sempre
difficoltà. Comunque mai disperare.
Un saluto a tutti e per chi vuole sono qui
Marco Mancuso
Re: Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Rita Viotti il 8 Dicembre 2004 - 21:20Sara'!
Ci sara' del vero in tutto quel che scrivi, ma scelgo di evitare
un'argomentazione troppo puntuale.
Opto per una notazione di dettaglio in merito a
riporto la mia esperienza diretta:
6 pezzi scritti nell'arco di poco piu' di un anno e
compenso complessivo pari a 0 lire e 0 Euro.
Belle le scuse, entusiasmanti le promesse. Alla fine, nonostante
"l'incredibile occasione" offertami dalla testata, ho optato per la
sospensione delle stesure.
Rita
Re: Re: Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Fabio Metitieri il 30 Novembre 2004 - 19:53Ciao a tutti,
come prevedevo, il mio intervento su Wmt ha suscitato
diverse repliche, che almeno si staccano un po' dal coretto
di elogi mielosi che si e' letto in merito nei giorni scorsi,
iniziando se non altro ad ammettere che non tutti i contenuti
erano perfetti, che e' mancato un progetto di marketing, e
che qualche puttanata o tributo modaiolo tra gli articoli
c'era, e forse anche qualche marketta.
Rispondo molto in breve ad alcune osservazioni.
Marco Mancuso:
Ne conosco almeno tre che non sono stati pagati, o
per nulla o non durante la prima vita della rivista (fino
alla prima chiusura). Non racconterei cose che non potrei
eventualmente provare e detesto che mi si dia del contapalle.
Tra l'altro, se consideri che in tutto conosco 4 persone che
hanno scritto su Wmt, e che a una non ho mai chiesto
informazioni in merito, statisticamente il risultato del
campione e' molto indicativo.
Del resto, anche Venturini (che e' un quinto vostro
collaboratore), seppure in modo un po' contraddittorio
e non del tutto chiaro, scrive:
Riprende Marco Mancuso:
Notizia arrivatami indirettamente dalla redazione di Wmt,
relativa alla sua prima fase di vita. Non me la sono
inventata e non sparo mai nulla a caso. Anzi, per mia
esperienza, le redazioni di solito tendono ad aumentare
un po' la tiratura che raccontano, qundi se fossi cattivo
tenderei a pensare che le 5.000 copie fossero un massimo
storico.
Be', su questo, ovviamente, ho dato solo il mio parere,
un po' da lettore - molto saltuario, a dire il vero - e un po'
ricostruito anche in base al modo demenziale in cui la
redazione gestiva i collaboratori. Se un progetto editoriale
c'era, in redazione lo nascondevano molto bene.
Anche, si'. Che poi e' anche quello che si rifletteva
nella sua introvabilita' nelle edicole, nel suo prezzo
(forse) fuori mercato, o - questo per bonta' non lo avevo
ricordato - sulle chiusure fatte senza mai avvisare gli
abbonati, con relative proteste anche su questa lista.
Ma, non essendo io un editore, su questi terreni non
mi esprimo, se non da lettore.
No, non mi riferivo ai publi-redazionali (almeno credo
che non fossero dei publi-redazionali), ma a pezzi "trendy".
Comunque, su tutte le testate che conosco, i publi-redazionali
sono ben distinti in una sezione dedicata, con tanto di
titolatura "a cura della direzione pubblicita'" e senza firme
di giornalisti.
Passando di nuovo a Venturini, mi fa piacere che anche
lui noti:
E, andando un po' fuori tema, riprendo ancora Venturini,
con un timore condivisibile:
Un panorama possibile, data la crisi della stampa in
questo settore. Certo che se anche tu sei "felice di
scrivere a gratis", srotoli un bel tappeto rosso davanti
alla situazione che paventi.
Poi, non sono affatto d'accordo sulla sua (solita e
generica) accusa alla stampa specializzata, immagino
su quella a distribuzione controllata, a cui mi pare il
caso di rispondere:
Dove scrivo io non vedo pressioni di questo tipo.
Quando propongo un pezzo, le redazioni valutano
l'interesse della notizia e dell'argomento, e stop. Quando
mi fanno coprire una conferenza stampa o un'intervista,
sono io che valuto se vale la pena di scriverne o no. E
sono gia' passato per collaborazioni con 16 o 17 testate
(non ho voglia di fare il conto esatto). Una sola volta mi
hanno proposto una "piccola aggiunta" per accontentare
uno sponsor, cosa che naturalmente non ho fatto, ma - guarda
caso - non si trattava di una testata specializzata in Ict.
Chi su questo settore ci campa, credo, deve stare molto
attento a non fare di queste cazzate.
Poi scrive un tal Krianza:
Non mi pare di aver detto che tutti i pezzi su Wmt
facessero schifo. Ho solo detto che c'erano diversi pezzi
modaioli e deliranti (o modaioli o puttanate, ha detto
Venturini). A mio avviso troppi per non danneggiare
il taglio complessivo della rivista e la sua immagine.
Non sono affatto astioso. Ero solo un po' stufo di un
coretto di elogi che mi pareva sterile. Mi pare che adesso
il discorso sia piu' equilibrato e piu' stimolante. E avete
una ben strana immagine di Wmt, o molto diversa dalla mia.
E' una rivista su cui io, per le cose che faccio di solito, avrei
trovato un po' sputtanante pubblicare. Diciamo non
compatibile con le altre cose che faccio o che vorrei fare.
Mario Ruzzolo, poi, chiude con un commento che mi
trova d'accordo, che equivale piu' o meno alla mia accusa
a Wmt di essere stata una rivista modaiola:
Per non allargare il discorso, infine, non rispondo ai
commenti fatti su Virtual, Zerouno, ecc. Gia' discutere
soltanto di Wmt mi pare piu' che sufficiente, e poi mi
pare infantile che si controbatta alle critiche a Wmt con
un "ma lo fanno tutti".
Su Italia Oggi.it, parlo solo da abbonato. Sono stato per
un anno (fino alla settimana scorsa, mi pare) abbonato
all'uscita del sabato, e nessuno mi ha informato della
chiusura del supplemento .it ne' di qualcosa di equivalente
al martedi', anche se mi sono gia' arrivati - per posta cartacea -
due solleciti per rinnovare l'abbonamento (evidentemente
questa carenza direi bestiale nel marketing o nel Crm o
chiamatelo come vi pare, e' un vizio diffuso, non solo di
Wmt). Naturalmente non rinnovo l'abbonamento.
Ciao a tutti, Fabio.
-- Fabio Metitieri - Icq n. 8312289
"Take me to the movies, 'cause I like to sit in the dark" (Laurie
Anderson)
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Donato Paolino [dopstart.com] il 26 Novembre 2004 - 13:38Non capisco ancora perchè WM chiude.
Mi spiegate per piacere perchè ha bisogno di dismettere il proprio sito?
Non capisco quali costi non riesce a sostenere.
Fatemi sapere e forse troviamo anche dei finanziatori.
Donato Paolino
Dopstart.com
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Gianluca Diegoli il 24 Novembre 2004 - 09:57Ciao a tutti,
Prendendo per buona l'ipotesi per cui la chiusura sia dettata da un non
ritorno economico, credo che la fine fosse in qualche modo nella natura
delle cose, già scritta.
Non certo per la qualità della rivista -che ho letto per anni dalla sua
nascita e di cui conservo alcuni numeri quasi come un'enciclopedia- ma
perché credo che una rivista mensile, patinata, costosa -immagino- nella
realizzazione, distribuzione, spedizione, ecc. non abbia piu' la reason
why che aveva qualche anno fa, a meno che non sia "mainstream", di massa.
Scrivi ancora:
Ora, c'è da chiedersi se questo indubbio valore sia ancora un vantaggio
difendibile.
Con l'esplosione dei blog professionali, aggiornati quotidianamente, ma
anche delle mailing list e di siti molto focalizzati, è molto facile
trovare notizie, case histories e analisi in real time, tantopiu' per un
target skillato sulla rete come quello di riferimento di WMT.
In particolare, i blog americani hanno già fatto il salto di qualità dal
blog autoreferenziale con post tipo "oggi mi sono comprato una penna USB"
a vere e proprie riviste online "one man band" autoprodotte (e
autostampate, nel caso, dal lettore stesso).
Certo, forse non si troverà l'approfondimento possibile in una rivista, ma
credo che anche lato lettore sia ormai invalsa l'abitudine di leggere
articoli a video e non piu' lunghi di 20 righe...
Insomma, credo che WMT sia stato ucciso proprio dal "tool" (il web), che
aveva amorevolmente aiutato a crescere, e che la cosa si inserisca in un
trend piu' generale dell'informazione, in cui la carta diventa un bene di
lusso che pochi si potranno permettere.
My cent.
Ciao.
Gianluca Diegoli
---
http://www.minimarketing.it
a blog about [mini]marketing
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Michele Martinelli il 24 Novembre 2004 - 10:05E pensa che a me non hanno neanche mandata la mail:-(
Ho dovuto telefonare alla società che gestisce gli abbonamenti, per
sentirmi dire, con mio grande stupore, che la rivista aveva cessato la
pubblicazione, e che i numeri mancanti mi verranno rimborsati o sostituiti
con un'altra rivista simile (???).
E a questo punto mi sono chiesto (e vi chiedo) se cè una rivista simile
che per professionalità, argomenti e articoli può sostituire WMT?
io non l'ho ancora trovata...voi?
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Nicola Previati il 25 Novembre 2004 - 11:53Ciao a tutti,
una provocazione: quanti di noi continuerebbero ad essere abbonati a un
WMT elettronico disponibile in pdf?
Se il valore di WMT e' nei contenuti, allora sfruttiamo un'altro mezzo per
distribuirli a un prezzo ovviamente inferiore ma sufficiente a dare
continuita' al progetto.
Da quanto so, gran parte dei ricavi derivavano dagli abbonati, allora
perche' non fare un tentativo di questo tipo?
Nicola Previati
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Max Favilli il 26 Novembre 2004 - 20:29Non è la stampa che costa, ma la produzione di contenuti. Costano, o
dovrebbero costare, le persone che scrivono, la distribuzione online
piuttosto che nelle edicole fa variare il costo complessivo ma in misura
limitata.
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Andrea CappelloCiao Manlio.
Personalmente soffro dell'assenza nel mercato italiano di riviste che
(come WMT) trattino il web marketing con argomenti e contenuti utili a chi
fa "web marketing".
La mia personale esperienza mi ha portato a constatare che, sebbene
l'argomento interessi a molti, pochi sono quelli che lo seguono come
attività primaria, ma ad integrazione di una più ampia attività di
conoscenza e aggiornamento sul marketing. Probabilmente, in tale ottica,
il posto migliore per parlare di web marketing (anzi per "scrivere") è
quello dove si parla di... marketing (sottoforma di rubriche, allegati,
inserti periodici), come gia accade con qualche rivista o quotidiano.
In ogni caso, grazie WMT.
Cordiali saluti
Andrea Cappello
WMR srl www.studiocappello.it
==================================
1/2 dicembre "Corso Web Marketing"
www.studiocappello.it/cwm.htm
==================================
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Alberto D'Ottavi il 24 Novembre 2004 - 13:13Buongiorno
Ho avuto la piacevole esperienza di scrivere un articolo per WMT, sul
numero estivo di quest'anno. Speravo fosse l'inizio di una bella
collaborazione, sono rimasto colpito anch'io.
Ma a prescindere dalle scelte dell'editore, la domanda e': quanti degli
autorevoli esponenti del marketing italiano iscritti a questa lista sono
(erano) abbonati a WMT? E quanti regolarmente leggono / leggevano WMT o
altri organi di aggiornamento / approfondimento sul tema? (per esempio, io
leggo volentieri l'online journalism review, www.ojr.org, ci sara'
qualcosa di simile per il mktg, immagino)
Una buona domanda anche per il dilemma pay vs. free, direi
Alberto D'Ottavi
Alberto D'Ottavi Coord. Red. Computer Bild Italia
Edizioni Master Via Ariberto 24, 20123 Milano +39 02 831212
Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Roberto Venturini il 29 Novembre 2004 - 20:40La chiusura di WMT credo sia uno smacco per la capacità dell'imprenditoria
e del marketing italiano on line.
La qualità, l'approfondimento (e la conseguente lunghezza) degli articoli
davano a questa rivista un posto secondo me importante nel generare
riflessione e nel fare formazione.
Non era una rivista di notizie, ma di ricerca, di pensiero, di
sperimentazione. Le brevi di cronaca le si leggono a gratis altrove e sono
generalmente manipolate...su WMT (almeno io, personalmente) non ho mai
visto ne' sentito di pressioni perche' uscisse una cosa piuttosto che un altra -
per fare un favore o per fare una marchetta.
Poi ci saranno stati autori che la marchetta se la sono autofatta o
l'hanno fatta ai propri clienti...ma credo che il fenomeno non sia mai
arrivato a livelli tali da inficiare il livello qualitativo della rivista.
Poi ci sono quelli che criticano da fuori.. Ma in genere e' gente che o non
scrive o copia cose gia' pubblicate all'estero. Era una rivista fatta non da
professionisti della penna ma da gente che scriveva su cose che aveva fatto
o visto in prima persona.
E di puttanate ne sono uscite tante, anche perche' a stare in prima linea
in un mondo che si stava costruendo, e' inevitabile sbagliare. E qualche
scivolone modaiolo di certo c'e' stato.
Ma meglio una cosa cosi' che una rivista scritta da gente che potrebbe
(come in molti casi accade), scrivere di web oggi o di vino domani, tanto si
usano le veline, i comunicati stampa e si scopiazza quello che qualche altro
giornalista (in genere d'oltreoceano) ha gia' scritto.
Chi sa fare fa e grazie mille se ci racconta cosa ha imparato. O se ci dice
delle cose su cui non siamo d'accordo e ci da' lo stimolo per fare diverso e
meglio. Nessun grazie a chi non sa fare e non sa insegnare (e fa il
preside...), a chi sa usare bene l'italiano ma non ha mai inventato nulla o
tenuto in piedi una societa' o fatto un business vero usando la rete (o
anche senza usarla).
Adesso mi sento un po' orfano.
Adesso ci restano i soliti noti made in USA e, ovvio, i mini articoli dei
blog, interessanti per gli addetti ai lavori ma spesso troppo sintetici per
quelli che addetti ai lavori non sono e che vogliono imparare. E non si
puo' pensare di monitorare 200 blog e 49 forum per avere il polso della
situazione.
Venendo alla mia esperienza personale, io ho iniziato a scrivere verso il
numero 9 della rivista, che ha cessato le pubblicazioni, credo, col numero
75.
Da anni, ormai, ne' io ne' molti degli altri autori eravamo coinvolti nelle
scelte e nella conduzione della rivista, tanto che la notizia della chiusura
(complice probabilmente un problema alla mia posta elettronica) mi e'
arrivata da Apogeo.
Quindi non posso dare notizie da insider: di certo la nuova proprieta'
puntava a usare WMT per fare del business - non credo con l'advertising ma
sopratutto portando business alle proprie attivita' "core" che, se ho
capito bene, sono quelle della sicurezza informatica.
Io con questi signori non ho mai avuto nessun contatto, se non una mia dura
contestazione al fatto che non pagassero i miei articoli. Della serie: se
non vuoi pagare, va bene - almeno dillo - e io magari scrivo lo stesso,
come capitava all'inizio della rivista.
Quando pero' mandi la richiesta di fatturare gli articoli pubblicati e...
poi non paghi, allora si inizia a sentire puzza di bruciato.
Non e' vero, btw, che WMT non pagasse i collaboratori: io e altri "storici"
(degli altri onestamente non so) venivamo pagati una cifra simbolica per
ogni articolo - ma la cosa fu una idea / iniziativa di Alberto Bregani,
eravamo felicissimi di scrivere a gratis (almeno io).
Sarà da capire se WMT è finita per via della cultura "tutto gratis": il
contenuto, anche di valore, non siamo disposti a pagarlo...
Se questo fosse il modello del XXI secolo vedo un possibile scenario dove
sulle riviste ci scrive solo chi ha bisogno di fare visibilita' a se' stesso
o chi e' motivato da uno spirito missionario. E dove la generazione di
content diventa una specie di hobby da fare nei ritagli di tempo che
avanzano dopo il lavoro per il quale si viene pagati...
E finirebbe il mestiere di giornalista professionista. E a questo punto mi
fermo per evitare querele da parte dell'ordine.
Io adesso mi sento un po' orfano: certo, potrei fare la mia newsletter o il
mio blog, ma sarebbe uno dei milioni in rete... Information overload, tanta
roba da vedere finisce che non leggi niente. Un conto e' un blog, un conto
e' questa lista, un conto e' una rivista un po' multidisciplinare.
Imperfetta, certo, ma l'unico posto in Italia dove si potesse parlare
seriamente di Internet Marketing (e, anche se molti non se ne erano forse
accorti, di Marketing tout court).
Staremo a vedere.
Vedremo se ci sarà qualcuno interessato a prendere in mano l'eredita' (e il
marchio) e il prezioso content accumulato negli anni; come qualcuno diceva,
una enciclopedia, con molti contenuti originali.
Da parte mia, anticipo che non ci staro' a lasciare che le decine di
articoli che ho scritto per la rivista vadano persi. E se nessuno trovera'
un modo per tenere i miei articoli a disposizione di chi fosse interessato,
un modo lo trovero' io.
Per finire un ringraziamento e un attestato di stima alle persone che hanno
portato avanti la rivista per questi anni, in special modo per Antonio
Sonzini, che ha saputo trasformare la rivista in un oggetto che molti a
quanto pare apprezzavano e che molti rimpiangono.
Quanto agli altri... La critica e' fondamentale per migliorare, a patto che
venga da chi ha titolo per potersi permettere di criticare o che venga
espressa come un contributo alla discussione, con una ragionevole umilta'.
Il dogma dell'infallibilità e' concesso solo al papa, il quale e' dunque
l'unico ad avere titolo di pontificare, lo dice la parola stessa...
Un omaggio alla lista
Roberto
Venturini.biz | Consulenze e Formazione per il Marketing e la Comunicazione
roberto [at] venturini [dot] biz | www.venturini.biz | Milano * Barcellona
Re: Re: Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Enrico Andreoli il 30 Novembre 2004 - 21:34d'accordo su tutto ma pontificare non vuol dire essere infallibili ma
costruire ponti.
In particolare il Pontefice è colui che costruisce il ponte tra umano e
divino.
Dite (scrivete) pure quel che vi pare - ci mancherebbe - ma usate
correttamente le parole... sennò famo er marketing.
cordialità
Enrico Andreoli
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Massimiliano Capalbo il 1 Dicembre 2004 - 18:57Saluti a tutta la lista,
mi inserisco nella discussione a proposito della rivista WMTools per
esprimere la mia più sincera delusione per la chiusura di questo
prezioso strumento informativo sul marketing e la comunicazione
digitale.
Sono doppiamente deluso perchè proprio pochi minuti fa ho inviato una
mail di richiesta chiarimento alla redazione, poichè avevo
attivato un abbonamento (i primi giorni di settembre) e ad oggi non
avevo ricevuto ancora nulla. Poi ho dato una scorsa alla lista e ho
letto il titolo "WMTools chiude" apprendendo l'accaduto.
E' una rivista che conosco e leggo dal 2000, quando la trovai per
caso in un'edicola di Milano, in piazza Dante. Già allora, quando i
primi "avventurieri" come me tentavano di cavalcare l'onda della new
economy, poteva a mio avviso essere considerata l'unica rivista di
un certo livello nel settore.
Tentò qualcosa successivamente la casa
editrice Tecniche Nuove con "e-business" insieme con un'altra
rivista che si chiamava "Commercio elettronico" di cui non ricordo
la casa editrice. Queste ultime due (anch'esse di buon livello ma non
paragonabili a WMTools) chiusero e non seppi mai perchè,
probabilmente sempre per gli stessi motivi. Adesso anche WMTools.
Io sono convinto che una rivista non possa mai fornire la conoscenza
e i contenuti che riescono a dare i libri, specialmente quelli
specializzati e molto voluminosi, ma WMTools riusciva ad avere la
stessa autorevolezza di un libro, era quasi un libro a puntate con
il vantaggio (rispetto al libro) di essere sempre aggiornato.
Il guaio principale dell'editoria italiana è dato dalla carenza di
editori puri, che invece esistono in altri paesi europei ed extra-europei.
Un'anomalia che esiste da tanto, troppo tempo e che richiede un
cambio di mentalità forte nel nostro Paese.
Spero di poter ritornare presto a leggere WMTools e tante altre
riviste di settore.
--
Un saluto a tutti,
Massimiliano Capalbo
mailto: m [dot] capalbo [at] funkyb [dot] it
www.funkyb.it
Re: WMTools chiude. Che ne sara' del marketing online?
Inserito da Massimiliano Ruggeri il 2 Dicembre 2004 - 16:55Ciao Lista,
dedicato a chi a fatto di me un markettaro del web...la bibbia...Web
Marketing Tools...che al numero 75 ha deciso di interrompere l'avventura
iniziata nel gennaio del 1998.
A tutti i collaboratori (a te Elena), al vate Alberto Bregani grazie di
cuore.
Ho riletto con le lacrime agli occhi l'articolo celebrativo del
cinquantesimo numero, titolato "Ma com'è nata WMT?", del Founder Alberto
Bregani, dove esaudiva il desiderio di conoscenza degli afiçionados, e
rispondeva alla domanda: "com'è nato tutto ciò?!".
"Mentre scorro velocemente il passato rivedo decine di autori e centinaia
e centinaia di articoli che hanno segnato questo incredibile primo periodo
dell'economia digitale italiana. Abbiamo raccontato, testimoniato questa
rivoluzione nel modo più autorevole possibile, con grande passione."
Il progetto nacque ad alta quota, a 3600 metri di altitudine, mentre il
sommo Bregani abitava a Les Deux Alpes, ridente località turistica
francese, e si occupava di promuovere sul mercato italiano
l'organizzazione vacanziera Jam Session.
Nell'estate del '95 ai titolari di Jam Session fanno notare che tra le
innumerevoli iniziative di marketing mancava il web. Toccò a Bregani
occuparsene e così iniziarono gli stage di html e un primordiale sito
fatto in casa.
Non contento del risultato si affidò alla Rete ed ai suoi motori di
ricerca.
"Inserii le parole Web, Marketing e fui investito da una massa di link che
andai in seguito a visitare". Grazie ai libri della Wiley, i manuali di
"Guerilla Marketing", le newsletter di Ralph Wilson e Rosalind Resnick
riusci "a realizzare un sito in piena filosofia web, che riscosse successo
in azienda (aumentò le vendite dei pacchetti turistici) e presso gli
utenti che divennero sempre più "stanziali".
"Con tutto quello che avevo ingerito in termini di cultura web, perché non
dedicare una di quelle newsletter proprio alla cultura del web e magari
proprio al marketing online".
Nacque nell'estate del '96 "Web Marketing Today", in omaggio alla rivista
Usa di Ralph Wilson.
"A metà del '97 inizio a crescere in me un certo dubbio: come mai molte
aziende e molti manager si rivolgono a me, ..., per chiedere lumi riguardo
al business online?"
Alla fine del '97, Bregani constatò che esistevano riviste che parlavano
di internet dalla parte "user", ma non dalla parte "business" e decise di
colmare il vuoto.
"L'idea era fare una rivista stile professional che rispondesse a domande
pratiche, con risposte chiare e con il massimo di competenza possibile e,
inoltre, servisse a far girare una cultura giusta del web. Mi pare che
tutto ciò sia successo. Almeno me lo auguro".
Tutto ciò è sicuramente successo, purtroppo non ci sarà il numero 100 come
ti auguravi al termine dell'articolo.
Saluti a tutti coloro che hanno voluto bene al progetto WMT.
Cordialmente
Massimiliano Ruggeri